Diario da Roma: sostegni economici inadeguati quando non irridenti Tutti siamo chiamati a fare qualche rinuncia

Diario da Roma

ROMA – Diario da Roma: troppa burocrazia e sostegni economici inadeguati quando non irridenti. Sono i due limiti maggiori del decreto “Cura Italia”. Alle piccole imprese e a quelle a conduzione famigliare servono soldi freschi, perché il rischio di trovarsi improvvisamente illiquidi è la minaccia maggiore che incombe sulla riapertura domani di un negozio o una bottega artigianale. Il governo deve abbattere tutte le procedure burocratiche e autorizzare il sistema bancario a immettere liquidità trasferendo immediatamente soldi sui conti di artigiani, commercianti e autonomi.

IL BILANCIO

Bene facciamo come opposizione di centrodestra a incalzare l’esecutivo su questi punti. La questione non è solo assicurare un sostegno, ma assicurarlo adeguato per attraversare una fase non sappiamo quanto lunga e riaprire domani un’attività. In Parlamento Forza Italia si impegnerà a migliorare un provvedimento non solo tardivo ma soprattutto lacunoso. La Germania ha stanziato 40 miliardi, di cui 10 miliardi sono aiuti diretti e 30 miliardi sovvenzioni dal bilancio pubblico. Ecco, sono scelte come queste che servono all’Italia.

EMERGENZA

Sull’emergenza Coronavirus si concentra giustamente ogni sforzo sanitario e ogni risorsa delle finanze pubbliche. Tutti siamo chiamati a fare qualche rinuncia, e la libertà di movimento è forse la meno grave se può aiutare a debellare una minaccia grave come è questo virus. Anche i Comuni più piccoli sono chiamati a dare il loro contributo, come sta accadendo in queste ore in Piemonte con la chiusura di numerosi punti di primo intervento e dei Pronto Soccorso negli ospedali.

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