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Diario da Roma: attenzione alle scuole nei piccoli comuni Nessun doppio turno e non caricare le famiglie di ulteriori costi

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ROMA – Diario da Roma: è evidente che, sulla scuola, il Governo e il ministro Azzolina, non abbiano nessuna capacità né volontà di percepire le varie realtà dei territori, ne comprendano gli sforzi dei sindaci dei piccoli comuni e garantire un diritto costituzionale. Ora, la preoccupazione principale del ministro dell’Istruzione sembra essere, oltre alla sicurezza, per cui certo un miliardo di euro è ben poca cosa, quella di trovare spazi alternativi ed informali per fare lezione, mentre ci sono decine di comuni montani o zone depresse, come il territorio di Sciolze o Angrogna in Piemonte, che rischiano di chiudere le classi, nonostante possano garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza e garantire alle famiglie un ambiente sicuro, il trasporto, la mensa, nessun doppio turno e non caricare le famiglie di ulteriori costi.

I PICCOLI COMUNI

Molti comuni si ritroveranno, a settembre, con due pluriclassi. Quando hanno spazio sufficiente all’interno delle loro scuole per consentire di avere cinque classi in sicurezza, proprio per il basso numero di alunni. Chiediamo, dunque, al ministro Azzolina di tenere in considerazione le diverse realtà territoriali e di tenerle in giusta considerazione, inserendole nelle linea guida. Questo un governo deve fare se non vuole avere una visione miope della scuola e del territorio

SCUOLE E’ ATTO DI DERESPONSABILIZZAZIONE MINISTERO

Il dl scuola contiene tante di quelle incongruenze con la realtà che potrebbe essere derubricato come provvedimento fantasia. Ci vorrà molta creatività, infatti, per attuare le misure che contiene. Tra queste l’indicazione dei sindaci come Commissari straordinari per interventi infrastrutturali prioritari negli edifici scolastici. Attribuire ai primi cittadini ulteriori responsabilità, che dovrebbero essere appannaggio del Ministero, gravandoli di nuove incombenze che dovrebbero essere poi essere eseguite dal già esiguo personale comunale, senza adeguate risorse finanziarie, è nella migliore delle ipotesi utopistico. Di certo, siamo di fronte a un atto di deresponsabilizzazione da parte del Dicastero, che incapace di gestire l’ammodernamento e la messa in sicurezza degli istituti scolastici se ne lava le mani. Uno scaricabarile inutile, con il quale non si otterrà alcun risultato. Se solo avessero cognizione di cosa sia la macchina comunale italiana non avrebbero commesso questa leggerezza.

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