Cose buone: dalla Valsusa il vino La Cota di Exilles

EXILLES – Dalla Valsusa il vino “La Cota” di Exilles. Siamo nel comune del Forte a valle dell’abitato in una zona molto impervia con terreni in forte pendenza. Sono ricchi di ciottoli e sabbie calcaree dove solo la vite può attecchire. Su questi ripidi terrazzamenti i preziosi grappoli di Avanà, Bequet e Neretta cuneese. Questi ricevono durante il giorno la forza del calore del sole, mentre la sera le rocce rilasciano il calore inglobato di giorno e non fanno abbassare troppo la temperatura la notte. Nonostante questo però si aggiunge una forte escursione termica tra il giorno e la notte. Soprattutto a fine estate. Contribuirà a dare al futuro vino intensi profumi fruttati. In questa zona più che mai parliamo di viticoltura eroica. Eroica è la vite che si aggrappa con tutta la sua forza al terreno. Poi eroico è Enrico Cibonfa che con la sua determinazione cura i grappoli in questo angolo di montagna. Un giovane che come altri ha scommesso sulla viticoltura e la sua scommessa l’ha sicuramente vinta.

IL VINO LA COTA

L’azienda si chiama Isiya il vino invece prende il nome dalla zona nel comune di Exilles in cui sono presenti le viti, “La Cota”. È un uvaggio mix di uve Avanà, Bequet, Neretta cuneese e Barbera come si usava fare un tempo. Però la vinificazione segue tecniche recenti e dopo la fermentazione il vino sosta qualche mese in vasca di acciaio prima dell’imbottigliamento per creare il suo tipico aroma. Il colore è rosso rubino con profumi abbastanza intensi e complessi di frutta rossa matura in cui si può distinguere con molta evidenza il mirtillo, la mora ed il lampone. In più sono presenti note floreali di rosa rossa e viola mammola. Il vino è secco di buona gradazione alcolica e abbastanza morbido, spiccano freschezza e sapidità, ma la tannicità dell’Avanà è smorzata dall’assenza di tannino nel Barbera. Il vino nel complesso è abbastanza equilibrato e persistente sicuramente dotato di buon corpo e, riguardo all’annata 2017 qui degustata, è sicuramente maturo. Si abbina bene a tutto pasto soprattutto con antipasti dotati di una buona grassezza e succulenza e primi piatti della tradizione valsusina. Il suo bouquet floreale e fruttato si esprimerà al meglio entro i tre anni dalla vendemmia.

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