Dal deserto del Sahara alla Valsusa, il viaggio dei Culbianchi

SALBERTRAND – Dal deserto del Sahara alla Valsusa, il viaggio dei Culbianchi. Dopo essere partiti da molto lontano, da territori posti a sud del deserto del Sahara. Hanno trascorso l’inverno, stanno arrivando in questi giorni i culbianchi. Dopo un lungo viaggio sono nuovamente in Europa, da cui alla fine dell’estate ripartiranno con i giovani nati per tornare verso il Sudafrica. Si tratta di una migrazione molto impegnativa che riguarda diverse specie di uccelli che in estate troviamo sulle nostre montagne. Sono i cosiddetti migratori a lungo raggio o ā€œtransaharianiā€ perchĆ© devono attraversare anche il deserto del Sahara, primo grande ostacolo lungo il viaggio di ritorno verso i luoghi di riproduzione.

I CULBIANCHI

Fra queste specie, una delle più rappresentative ĆØ sicuramente il Culbianco che nel nostro paese torna a nidificare non solo sulle Alpi. Ma anche sugli Appennini e sui rilievi di Sicilia e Sardegna, con popolazioni che raggiungono anche l’estremo nord dell’Europa. Quelle che occupano le aree più settentrionali in Alaska orientale, ripartiranno a fine estate compiendo un lunghissimo percorso a ritroso rispetto la migrazione primaverile, attraversando la Siberia, l’Asia centrale e facendo rotta verso sud ovest la Penisola Arabica fino all’Africa Orientale per poi proseguire verso il Sudafrica: un incredibile viaggio di oltre 30 mila chilometri in un anno.

SULLE ALPI

Sulle Alpi i Culbianchi occupano territori in quota, prediligendo zone aperte e ben esposte come praterie e pascoli caratterizzati da massi ed affioramenti rocciosi dove i maschi, che arrivano sui siti di riproduzione qualche giorno prima delle femmine, si posizionano per delimitare i territori. La differenza fra i sessi ĆØ marcata, soprattutto nel periodo riproduttivo: il maschio ha la testa e il groppone grigi, sopracciglio bianco che contrasta con una mascherina nera che attraversa l’occhio e ali nere. Le femmine tendono al colore bruno nelle varie stagioni, con disegni sul capo molto meno evidenti e i giovani dell’anno assomigliano molto alle femmine.

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