Comune Mattie: dopo Favro, Gilè, Perrachon, Zanolini e Benetto anche Trematore si dimette "Non voglio più che il mio nome sia associato alle posizioni estremiste che Marina Pittau"

mattie comune

MATTIE – Nuovo terremoto politico a Mattie con le dimissioni del consigliere Daniele Trematore. E’ lui che in una lunga lettera spiega le motivazioni di questo gesto che ha una chiara matrice politica contro l’attuale amministrazione retta da Marina Pittau. “Molta acqua perlopiù amara è passata sotto i ponti dal 2019, quando le elezioni comunali di maggio decretavano la vittoria della lista civica “Impegno per Mattie”. In occasione di quella accesa e combattuta campagna elettorale, nonostante le difficoltà di esprimere legittime critiche e consapevole di perdere il ruolo super partes che l’impegno culturale per il paese mi aveva dato, ebbi per primo il coraggio di sollevare il tema dell’anomalia politica della lista avversaria, non tanto per la strategia discutibile ma legittima quanto per le conseguenze generate da una simile operazione all’interno di un paese già diviso e che avrebbe invece avuto bisogno di recuperare, attraverso la buona volontà di tutti, un nuovo “spirito di comunità”.

DIMISSIONI DI DANIELE TREMATORE DALLA CARICA DI CONSIGLIERE COMUNALE DI MATTIE

Arriviamo al settembre dell’anno scorso. “Le dimissioni – sostenute da motivazioni politiche pesantissime – del ex vicesindaco Perrachon e dell’ex consigliere Martina Benetto e poi, nel gennaio 2022, dell’ex capogruppo Giulia Zanolini, con motivazioni altrettanto significative sono un segno. Le loro dimissioni, soprattutto quelle dell’ex vicensindaco, hanno decretato la fine della maggioranza del sindaco Pittau, consegnando il paese all’ingovernabilità quasi totale. È evidente infatti, leggendo le motivazioni degli ex consiglieri Perrachon, Benetto e Zanolini, che il gruppo di “Impegno per Mattie” si è sciolto come neve al sole e il progetto di Marina Pittau, nato con il clamoroso sostegno della precedente amministrazione, ha fallito. Mentre il paese, nell’impossibilità di sostituire i consiglieri dimissionari della lista di maggioranza, si trova privo di forze necessarie a governarlo e monta sempre di più l’insofferenza degli uffici comunali per i metodi del sindaco, Pittau ha deciso di rimuovere dal suo orizzonte un grave problema politico, come se l’abbandono dei suoi colleghi fosse un fatto assolutamente normale. Totalmente insofferente alle critiche, Pittau pretende di assumere posizioni politiche forti (e francamente inusuali per un sindaco civico) ma poi nega la legittimità della reazione, accusando continuamente la minoranza”.

MANCANO LE CONDIZIONI POLITICHE

Prosegue Trematore. “Mi dimetto perchè ritengo siano sempre più venute meno le condizioni politiche e umane per continuare ad esercitare con il corretto impegno e la giusta serenità il mio mandato. Mi si potrebbe obiettare che non ho partecipato agli ultimi Consigli: li ho frequentati da privato cittadino, e mi e bastato. E nella memoria di molti un Consiglio Comunale dove il sindaco e letteralmente fuggito con risibili motivazioni, evitando di entrare nel merito delle gravissime accuse lanciate dall’ex vicesindaco Perrachon e mancando di rispetto ai cittadini presenti legittimamente desiderosi di spiegazioni. Per non parlare del Consiglio successivo a quello appena citato per cui il sindaco aveva richiesto la presenza — inutile e strumentale — delle forze dell’ordine al solo fine di intimidire i suoi potenziali critici. Mi dimetto perchè non voglio più che il mio nome sia associato a uno stile di governo divisivo e ad un esercizio padronale del potere che annulla il dibattito critico, liquidato come la prosecuzione della campagna elettorale“.

NON ESISTONO CITTADINI DI SERIE B

Conclude Trematore. “Mi dimetto perchè non voglio più che il mio nome sia associato alle posizioni estremiste che Marina Pittau — violando il patto civico stipulato con i cittadini — ha assunto usando il proprio ruolo di sindaco e ricavandone visibilità per finalità esclusivamente personali. Mi dimetto perchè non voglio più che il mio nome sia associato al trattamento riservato dal sindaco agli abitanti di Mattie, da lei classificati — a quanto risulta da una nutrita aneddotica — come mattiesi, residenti non mattiesi e villeggianti. Tutti sono a conoscenza di episodi indegni che hanno visto protagonista il sindaco con alcuni residenti o villeggianti tragicamente in lei incappati. A loro difesa voglio ricordare che tutti i cittadini pagano regolarmente le tasse e hanno lo stesso diritto dei residenti (che votano!) di porre problemi o richieste al sindaco senza per questo essere trattati come cittadini di serie B. Mi dimetto perchè non voglio più che il mio nome sia associato alla concezione del Bene Comune che il sindaco Pittau ha dimostrato in questi anni: mi riferisco anche al trattamento riservato all’Associazione Futura, una giovane e propositiva impresa nata con fini culturali e ricreativi, che ha subito sin dalla sua fondazione un trattamento indecoroso da parte del sindaco”.

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