Colle Bione: il ricordo dei partigiani della Valsusa caduti nello scontro del 10 maggio 1944 Il sacrificio di tutti quei giovani "Fra i migliori d’Italia"

VAIE – Si è svolta l’annuale celebrazione al Colle Bione al cippo dedicato ai partigiani della Valsusa.  Il cippo si trova sul pianoro erboso del Colle Bione, in prossimità della cappella dedicata alla Madonna della neve. È stato costruito nel 1985, su iniziativa delle sezioni dell’ANPI di Sant’Antonino di Susa e Vaie. Dai partigiani di Sant’Antonino Dionigi Giuliano ed Ettore Rumiano. Sulla parte frontale del cippo è posizionata una targa che ricorda il sacrificio di tutti quei giovani “Fra i migliori d’Italia” che morirono in Val Sangone ed in Valsusa.

LA STORIA

Il fatto più importante che coinvolse l’area del Colle Bione durante i venti mesi della Resistenza avvenne il 10 maggio 1944. Il Colle fu teatro di violenti scontri tra i partigiani ed i tedeschi. All’alba di quel giorno, infatti, i componenti della banda Genio, comandata da Eugenio Fassino, dislocati tra il Colle Braida ed il Colle Bione, vennero attaccati da reparti nemici, che, per cogliere di sorpresa i partigiani, avevano deciso di giungere dalla montagna. Il primo plotone ad essere investito dall’attacco è proprio quello di stanza al colle Bione, composto per la maggior parte da partigiani valsusini al comando di Lino Bressan. Sebbene presi alla sprovvista, non avendo previsto un attacco proveniente da quella parte, i partigiani anche grazie all’aiuto di un altro plotone presente a Borgata Mamel riescono a reagire e costringono i tedeschi a rifugiarsi nella cappella presente sul colle.

I TEDESCHI

Dopo tre ore, però, iniziano a scorgere numerosi camion tedeschi che risalgono la valle e decidono di disperdersi. Alcuni di essi scendono verso Borgata Trucco. Altri si ritirano nella zona del Colle del Vento e dei Picchi del Pagliaio. Le uniche non ancora colpite dal rastrellamento. Durante il ripiegamento perdono la vita Lidio Ferrero e Curzio Vanni, Lino Bressan viene ferito alle mani. Domenico Micheletta e Cesare Ramo decidono di ritornare a Borgata Mamel. Vengono però sorpresi e Micheletta viene ucciso. Cesare Ramo, che riesce a scappare, sarà successivamente catturato ed ucciso il 16 maggio a Forno di Coazze, nell’eccidio della Fossa comune. del cippo ricorda anche il contributo che i militari di altre nazionalità diedero alla resistenza. Due iscrizioni, una rivolta a sud verso la Val Sangone e l’altra a nord verso la Valle di Susa, riportano la dicitura “Resistenza ora e sempre“. Sulla sommità vi è una stella.

colle bione

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