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Coazze, recuperato escursionista infortunato che scendeva dal rifugio Fontana Mura L'operazione è stata condotta dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese

Soccorso Alpino

COAZZE – Recuperato escursionista infortunato che scendeva dal rifugio Fontana Mura. Si è conclusa intorno alle 00.30 di questa mattina, domenica 9 febbraio, un’operazione condotta dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese per recuperare un uomo che si è infortunato nei pressi del Forte San Moritio, nel Vallone del Sellery. Intorno alle 18.30 di ieri l’escursionista recuperato scendeva dal rifugio Fontana Mura, quando è scivolato sul ghiaccio procurandosi un importante trauma facciale.

Raggiunto dalle squadre di soccorritori, è stato stabilizzato con l’uso del materassino a depressione e caricato sul taboga per il trasporto a valle. A causa del ghiaccio in zona, è stato necessario l’utilizzo di corde e tecniche alpinistiche per calare il taboga in sicurezza verso valle. Nei pressi dell’Alpe Sellery inferiore l’uomo è stato caricato su un mezzo fuoristrada del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e condotto a Forno di Coazze. Qui  è giunta l’autoambulanza per l’ospedalizzazione dell’infortunio.

IL SOCCORSO

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è un servizio di pubblica utilità, del Club Alpino Italiano. Le finalità del Soccorso Alpino sono molte. Il soccorso degli infortunati, dei pericolanti ed il recupero dei caduti nel territorio montano. Poi nell’ambiente, nel sottosuolo e nelle zone impervie del territorio nazionale contribuire alla prevenzione e alla vigilanza degli infortuni. Quindi nell’esercizio delle attività connesse in queste zone concorrere al soccorso in caso di calamità, in cooperazione con le strutture della Protezione Civile. Nell’ambito delle proprie competenze tecniche e istituzionali. E’ una struttura operativa del servizio nazionale della protezione civile e presta attività al di fuori dell’ambiente montano in caso di calamità naturale. Al Soccorso Alpino è inoltre affidata la funzione di coordinamento nel caso di intervento di diverse organizzazioni di soccorso in ambito alpino o in ambiente impervio od ostile.

IL SOCCORSO ALPINO

Organizzazione periferica. Il Soccorso Alpino si articola sul territorio attraverso 21 Servizi costituiti ognuno per ogni regione o provincia autonoma dello Stato italiano. Ad essi convergono 31 Delegazioni alpine e 16 Delegazioni speleologiche che a loro volta racchiudono i Nuclei operativi. Questi sono chiamati Stazioni, cui spetta il compito di portare soccorso. Le Stazioni alpine sono 242, mentre quelle speleologiche sono 27. Le operazioni di soccorso in montagna e in ambiente impervio si basano sul lavoro di specialisti, in grado di garantire il successo delle missioni di soccorso. Per garantire un elevato standard d’intervento tutti gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico devono sottoporsi ad un dettagliato piano formativo. Dopo le verifiche d’accesso per entrare nel Corpo, garantisce un iter costante di addestramento e formazione. L’organo deputato a questo compito è la Scuola Nazionale per i Tecnici di Soccorso Alpino.

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