Chiomonte: una serata a teatro in allegria con la commedia “Se te lo dico non ci credi!” Sabato 16 giugno alle ore 21 presso il teatro Ca’ nostra

CHIOMONTE -Sabato 16 giugno alle ore 21 presso il teatro Ca’ Nostra di Chiomonte, l’associazione culturale “L’eigo y cuento” organizza la commedia “Se te lo dico non ci credi!”. Spazio teatrale in due atti di Sara Carbone con la compagnia Fuori di quinta di Asti. Questa commedia regalerà agli spettatori risate e allegria in quantità. Protagonisti della storia sono Riccardo e Lorenzo, due giovani avvocati in carriera. Condividono la società che hanno fondato, un’amicizia di lunga data e un appartamento nel cuore di Torino. Nel loro alloggio incontrano clienti di un certo livello alle prese con situazioni molto delicate. Ma non solo. Dovranno utilizzare tutta la loro dialettica e farsi aiutare da qualche bicchiere di vino e da un po’ di fantasia. Riuscire a risolvere una situazione molto imbarazzante. In che modo? Come dice il titolo della commedia, se te lo dico non ci credi!

INFORMAZIONI

L’appuntamento è dunque presso il teatro parrocchiale “Ca’ nostra” a Chiomonte in Via Giaglione 3. Per raggiungere la struttura si può parcheggiare l’auto nelle piazze: Balp de Roche Brune (Municipio), della Chiesa, Colombano Romean, via Assietta, D’Orlier, giardini “G.A.Levis”, San Rocco. Per informazioni: 347.4344586, 320.4292768, pagina facebook.

L’IMPROVVISAZIONE

L’improvvisazione teatrale è una forma di teatro dove gli attori non seguono un copione definito, ma inventano il testo improvvisando estemporaneamente. Questa tecnica comporta un grado di interazione con il pubblico commisurato alla perizia tecnica degli attori. Nell’arte della recitazione, le improvvisazioni costituiscono le varianti al copione e al canovaccio non contenute nel testo. È nella reazione alla richiesta di controllo preventivo dei testi da mettere in scena. Avanzata da costui, che si può situare il vortice originario della commedia dell’arte con la quale i comici italiani assunsero il primato in Europa.

Fin da Aristofane abbiamo tracce di questa tecnica, al tempo legata principalmente alla commedia ed al teatro popolare. Portata agli estremi da Plauto e dall’istrione, la tecnica dell’improvvisa diventò fondamento della commedia dell’arte (arte per “mestiere”, “professione”), con le recite “a soggetto”, tanto da diventare, con l’uso del canovaccio, la caratteristica fondamentale della tecnica recitativa professionale. Tale tecnica era fondata su potenti mnemotecniche di origine medievale. È noto che una compagnia di attori italiani si esercitava di continuo a ritenere a memoria i testi che poi fingeva di improvvisare. È l’esatto opposto dello spontaneismo, che è solo l’effetto che i comici dell’arte ottenevano sul proprio pubblico, incastonando frammenti di contemporaneità in schemi drammatici tratti dalla tradizione classica e perfettamente conosciuti e provati infinite volte, tanto da sembrare spontanei e naturali.