Caselette per la Giornata contro la violenza sulle donne, il comune si tinge di rosso "Immagini e frasi simbolo di questa lotta invitando tutti i cittadini ad un momento di riflessione sul tema"

CASELETTE – Caselette per la Giornata contro la violenza sulle donne. I dati dei primi 10 mesi del 2020 in Italia parlano chiaro: 91 donne vittime di femminicidio per un omicidio ogni tre giorni, gran parte in ambito familiare. Sono dati allarmanti e tragici e per questo l’amministrazione comunale caselettese non intende abbassare la guardia. Così in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Palazzo Comunale sarà illuminato di rosso nelle giornate del 24, 25 e 26 novembre. “Come Amministrazione – spiega Simona Gallicchio, assessore alla Pari Opportunità – abbiamo quindi voluto mostrare il nostro impegno verso questa causa illuminando il Palazzo Comunale di rosso e proiettando nella giornata di ricorrenza del 25 Novembre immagini e frasi simbolo di questa lotta invitando tutti i cittadini ad un momento di riflessione sul tema”.

LA GIORNATA

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi. Poi le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste. Riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981.

LA DATA

Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal. Considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime. Fu il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 novembre 1960, infatti, le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone. Poi strangolate. Infine furono gettate in un precipizio per simulare un incidente.

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