CASELETTE – L’associazione missionaria Operazione Uribe onlus, in collaborazione con il comune di Caselette, propone sabato 20 ottobre alle ore 20.45 presso il Salone Cavalier Magnetto L’Avaro di Molière messo in scena dalla Compagnia dei Tragicanti. L’ingresso è gratuito.
La trama
E’ una commedia in cinque atti ambientata a Parigi nell’arco di un giorno. L’intreccio si svolge intorno alla figura di Arpagone, l’avaro, padre di due figli, Cleante ed Elisa, e noto uomo “d’affari”. Ha un carattere schivo ed introverso. Le sue uniche amicizie sono i soldi, dei quali è gelosissimo e grazie ai quali è conosciuto come ottimo speculatore. Il figlio Cleante è invece un abile spendaccione, che si attornia di tutti gli sfarzi e i pizzi che vanno tanto di moda nel Seicento. Sia Cleante sia Arpagone sono innamorati di una giovane dama, Mariana, che diverrà in seguito anche motivo di ricatto tra i due. Arpagone vede in lei quella bellezza e quella semplicità che non richiedono eccessive spese di mantenimento; inoltre, mira ad una cospicua dote, che gli sarà data negli anni dopo il matrimonio attraverso servigi e parsimonia nell’uso del denaro. Cleante, invece, è perdutamente innamorato di Mariana, del suo sguardo e dei suoi sorrisi e mira ad un matrimonio vero e ricco di sentimenti.
Il 15 gennaio 1622 venne battezzato nella chiesa di sant’Eustachio a Parigi. Ben presto chiamato Jean-Baptiste per distinguerlo dal fratello minore Jean, solo in seguito, a ventidue anni, circa, scelse lo pseudonimo di “Molière” in onore dello scrittore François de Molière. Suo padre, Jean Poquelin, era un tappezziere, un artigiano agiato; la madre, Marie Cressé, morì l’anno dopo.
In seguito, nel 1633, il padre sposò Catherine Fleurette, la quale morì nel 1636. L’infanzia del futuro commediografo fu dunque segnata da lutti e inquietudini, che però spiegano solo in parte il fondo di tristezza del suo umore e la rarità dei ruoli materni nel suo teatro. Nella fanciullezza furono, invece, fondamentali la vivacità popolare, l’animazione, il rumore, l’accanito lavoro oltre agli spettacoli con i quali da piccolo fu ogni giorno a contatto, grazie alla passione che gli fu data dal nonno materno, Louis Cressé, che spesso lo portava all’Hotel de Bourgogne e al Pont Neuf, dove si poteva assistere alle rappresentazioni dei comici italiani e alle tragedie dei comédien.
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