Bruzolo: il monumento ad Ermelino Matarazzo dopo il restauro ha un’area verde

IL MONUMENTO LIBERTY A ERMELINO MATARAZZO A BRUZOLO

BRUZOLO – Dopo la festa per il fine restauro del monumento “La madre piangente” in ricordo di Ermelino Matarazzo l’Amministrazione Comunale di Bruzolo, ha dedicato particolare attenzione alle ipotesi di successive manutenzioni del sito. Questo luogo sarà oggetto d’iniziative, anche con le associazioni del paese, nella ricorrenza della festa della mamma. L’amministrazione comunica che Daniele Romanato titolare dell’Hotel Ristorante Paradise, sempre collaborativo per le iniziative a favore di Bruzolo, si è reso disponibile, a seguito della richiesta del Comune, ad occuparsi della manutenzione della zona verde circostante il monumento. Mercoledì 12 giugno, il sindaco Roberto Barbon e Daniele Romanato hanno definito un accordo per un primo anno d’interventi sul verde, con reciproca soddisfazione. Il monumento è dedicato a Ermelino Matarazzo, terzogenito di Francesco, il grande capitano di industria che, partito nel 1880 dalla provincia di Salerno alla volta del Brasile per cercare fortuna nel commercio, in pochi decenni divenne il più importante imprenditore del continente sudamericano costruendo un impero formato da centinaia di fabbriche. Il 25 gennaio 1920 Ermelino perse la vita in un incidente stradale proprio nel Comune di Bruzolo mentre stava raggiungendo, in compagnia di amici, Susa per una gita sul Moncenisio.

LA MORTE

L’incidente accadde che il 25 gennaio del 1920, Matarazzo trovandosi in Italia, transitò da Bruzolo percorrendo in automobile, insieme al fratello Giuseppe e ad alcuni amici, la strada che doveva portarlo a Susa, da dove poi la comitiva sarebbe partita per una gita con le slitte verso il Moncenisio. E proprio lì, in località Posta, Ermelino trovò la morte: la sua meravigliosa Packard, 12 cilindri in linea, cambio manuale a quattro velocità, 75 cavalli, omologata per sette passeggeri, uscì di strada e si rovesciò nel fossato. Francesco Matarazzo volle allora celebrare la memoria del suo figlio prediletto facendo costruire in paese l’asilo infantile ed erigendo un monumento sul luogo della tragedia: alto circa sei metri, con la figura di una donna piangente, già razionalista ma con sentori ancora liberty, disegnato da Giuseppe De Negri e realizzato dallo studio Vandone di Cortemiglia.

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