BARDONECCHIA – Il Gran falò sotto le stelle, previsto nell’ambito dei festeggiamenti organizzati in onore di Sant’Ippolito, patrono di Bardonecchia, dal Comune, la collaborazione della Pro Loco e con il supporto di numerosi sponsor, in calendario per sabato 18, e poi rinviato per la tragedia di Genova, sì è regolarmente svolto sabato 25 alla Parco Archeologico e alla Tur d’Amun, appena sopra il Borgo Vecchio. Imponente il falò bruciato, in estrema sicurezza garantita da Vigili del Fuoco e AIB, Anti Incendi Boschivi, al suono di tanta musica, con successivi balli di gruppo e distribuzione di goffre, in un clima di vera festa, alla quale hanno attivamente partecipato molti residenti e turisti ancora presenti a Bardonecchia.
LA TUR, LA STORIA
La Tur d’Amun si trova sulle estreme pendici della dorsale che scende dal vallone della Rho nel punto dove si congiunge con il vallone del Frejus. La data di fondazione non è nota ma si presume risalga al XIII-XIV secolo. Il nucleo più antico è la torre quadrata centrale. Queste è dotata di pareti spesse alla base oltre due metri. Quasi subito essa fu inclusa all’interno di una cortina quadrangolare. Il complesso era rappresentativo della signoria locale dei De Bardonisca. Più avanti si unirono i Delfini di Francia che acquistarono il castello del Bramafam e parte del feudo di Bardonecchia.
I De Bardonisca erano una famiglia di tradizioni militari molto radicata nella propria terra di origine. In una successiva fase edilizia il muro di cinta venne in parte sostituito. E’ modificata la costruzione di un grande ambiente rettangolare comunicante con una torre angolare cilindrica con piccola corte. Due descrizioni del 1339 ci parlano di un castello organizzato intorno a tre torrioni, con sale, camere, cantine, cucine, stalle e altri edifici di servizio.
(foto Gian Spagnolo)
L’ammodernamento del castello cessò tra il XV e il XVI secolo, quando i signori si trasferirono nelle caseforti all’interno del borgo. Il complesso non fu quindi sottoposto a rilevanti modifiche almeno fino al 1562, quando il castello fu occupato dagli Ugonotti. Successivamente riconquistato dalle truppe cattoliche del generale La Cazette che nel contrattacco diedero fuoco all’edificio e danneggiarono pesantemente le strutture fortificate. Un primo intervento di recupero dell’edificio, acquistato dal Comune nel 1998, avvenne con lo scavo fra aprile 1999 e dicembre 2001. Il secondo intervento di recupero, iniziato nel giugno del 2003, riportò alla luce parti interessanti dell’antico complesso. Il 9 luglio 2005 si è svolta l’inaugurazione del parco archeologico e castello della Tur d’Amun.
































