Brucia la collina del Castello del Conte Verde a Condove

CONDOVE – Quasi sicuramente un gesto imprudente favorito dal vento caldo – o peggio l’azione di un piromane – ha scatenato l’incendio che nella tarda serata di lunedƬ ha aggredito il rilievo fra la cava e il Castello del Conte Verde. Le fiamme sono partite dalla strada, hanno bruciato la boscaglia e raggiunto rapidamente la sommitĆ  della montagnetta. Sul posto sono al lavoro squadre degli AIB di Condove e Caprie, i Vigili del Fuoco di Condove e la Forestale.

IL CASTELLO

I resti di un castello si trovano su un’altura dominante l’imbocco della valle tra il monte Pirchiriano e il Caprasio, a poca distanza dalla Dora Riparia e dal torrente Sessi, tra Caprie e Condove. Le notizie più antiche non giĆ  dell’edificio ma di un locale sistema difensivo sembrerebbero legate allo scontro tra Carlo Magno, re dei Franchi, e Desiderio, re dei Longobardi, avvenuto tra il 771 e il 774 alle Chiuse: probabilmente anche l’altura del castellazzo era munita di strutture difensive facenti parte delle cosiddette “clusae langobardorum” sulla cui entitĆ  comunque gli studiosi non sono sempre concordi. In realtĆ  ĆØ soltanto a partire dal XIII secolo che il castello di Caprie (Castrum Capriarum) appare esplicitamente menzionato in una certifica notarile riguardante i territori dove i conti di Savoia esercitavano i diritti di baronia. In quel periodo esso costituiva il centro di una delle castellanie abbaziali di San Giusto di Susa ed era anche sede di tribunale e di carcere. Per questo, normalmente ospitava un esiguo numero di soldati.

LA STRUTTURA

Le fonti indicano la presenza all’interno del perimetro di un granaio, di una grangia, di una stalla, di una cappella e di una residenza signorile (il castellano dell’abate); inoltre una torre, alcune garitte, alcune bertesche e un rivellino con ponte antistante completavano la struttura difensiva. L’ingresso originario si trovava sul lato orientale, attraverso una porta ad arco con rinfianchi di mattoni. Addossati al perimetro delle cortine esterne, pesantemente lesionate, permangono ancora i resti di due ambienti in muratura: una costruzione a piani sovrapposti nell’angolo nord-occidentale e un vano quadrangolare sul lato opposto , che costituiva l’unica torre del complesso.

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