Borse: petrolio in calo, ma Hormuz resta il nodo cruciale

MERCATI I mercati azionari dell’area Asia-Pacifico archiviano una seduta brillante, spinti dall’ottimismo geopolitico globale. I listini di Tokyo e Seul mettono a segno nuovi record storici, trainando l’intero comparto asiatico. A muovere gli investitori ĆØ la forte aspettativa di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per estendere di ulteriori 60 giorni la tregua nel conflitto in corso nel Golfo Persico, uno scenario che allontana, almeno temporaneamente, lo spettro di una escalation.

Petrolio in calo ma Hormuz resta il nodo cruciale

I venti di pace si riflettono immediatamente sul comparto energetico. Il prezzo del greggio ĆØ in deciso ribasso su Investing, sebbene le quotazioni si mantengano ancora su livelli superiori rispetto al periodo prebellico. Il motivo risiede nello Stretto di Hormuz, che rimane in gran parte chiuso al transito commerciale. La parziale riapertura della via d’acqua e la stabilitĆ  dei mercati rimangono subordinate all’evoluzione delle trattative diplomatiche internazionali monitorate in tempo reale da un’autorevole agenzia come Reuters.

Tensioni geopolitiche tra smentite e frenate di Trump

Nonostante il clima positivo sui listini, la prudenza ĆØ d’obbligo. Sul fronte politico, il senatore Vance ha confermato i progressi sull’estensione della tregua, precisando però che Donald Trump non ĆØ ancora pronto ad approvarla. A complicare il quadro informativo si aggiungono i nodi della propaganda: il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha infatti smentito categoricamente la tv di Stato iraniana, definendo “falsa” la notizia del presunto abbattimento di un velivolo americano nei pressi di Bushehr.

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