Battaglia per il Campo Sportivo di Condove: forse una petizione contro la trasformazione in Parco Multifunzionale

CONDOVE – Il futuro del campo sportivo di Condove ĆØ al centro di una battaglia civica che vede contrapposti l’amministrazione comunale e un gruppo di cittadini, organizzati in un comitato che ha raccolto oltre 720 firme per opporsi alla trasformazione dell’impianto sportivo in un parco multifunzionale. La mobilitazione popolare si articola attorno a tre principali punti di opposizione: il no alla trasformazione del campo sportivo, il no allo stravolgimento del centro storico di Condove e il no a un progetto dai costi elevati che non gode del consenso della popolazione e di cui rimangono incerti i futuri meccanismi di gestione e manutenzione. Di contro, il comitato promuove una visione alternativa basata sul ripristino dell’impianto per il calcio ma a sette giocatori, sulla conservazione della memoria storica della Condove del ‘900 e su un progetto di recupero che restituisca al calcio il suo ruolo di aggregazione sociale ed educativa per le giovani generazioni, mantenendo il valore popolare di questo sport nella comunitĆ  locale.

Battaglia per il Campo Sportivo di Condove

L’apparizione di sondaggi archeologici preliminari nel cuore del campo da calcio nelle scorse settimane ha rappresentato un momento di svolta nella controversia, segnando per molti la fine delle speranze di trovare alternative alla distruzione del sito. Questi interventi, chiaramente visibili da Viale Bauchiero, hanno provocato una forte reazione emotiva non solo tra gli ex giocatori dei “Gialli” e i sostenitori della squadra, ma anche tra i cittadini che in Valsusa hanno imparato ad associare tali operazioni all’inizio di progetti di trasformazione territoriale. Il comitato denuncia la mancanza di dialogo con l’amministrazione e critica aspramente un progetto che prevede lo stanziamento di circa 800.000 euro per il primo lotto di lavori (finanziati al 90% dalla Regione), sottolineando come questi fondi pubblici potrebbero essere meglio utilizzati per un qualificato progetto di recupero del campo sportivo. La questione assume particolare rilevanza in un’epoca in cui il cambiamento climatico dovrebbe orientare le amministrazioni verso la protezione degli spazi verdi, mentre il disagio giovanile richiederebbe strutture dedicate allo sport e alla socializzazione piuttosto che l’ennesimo parco giochi in un comune che non manca di panchine e altalene.

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