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Avigliana: in Consiglio Comunale discussione sul progetto dell’area Nobel Si prospetta la chiusura al pubblico della baia e del parco

Toni Spanò e Simona Falchero

AVIGLIANA – Sulla questione della proprietà della “Baia Grande” si è tornato a parlare in Consiglio Comunale con una mozione presentata dal gruppo Adesso Avigliana. Tra proprietà privata, che dopo una lunga vita processuale è arrivata a riavere il suo bene, vantando anche un grande credito economico nei riguardi della città, e il Comune s’era aperto un tavolo di lavoro. Per questo motivo il Comune, l’Ente Parco e il privato, la società “I tigli del lago rotondo” avevano firmato un protocollo. Dopo mesi di lavoro, progetti in divenire, consulenze e vari tentativi di dialogo, il rapporto tra soggetti sembra finito. In Consiglio non si è parlato della possibile, e forse prossima, chiusura di tutta l’area che va dalla passeggiata di lago alla zona industriale, quanto dei progetti, o meglio, delle idee progettuali perseguite dal privato e non condivise dagli altri soggetti.

SPANÒ DALL’OPPOSIZIONE

Dai banchi dell’opposizione il consigliere Toni Spanò si è domandato perchè dopo mesi di dialoghi e possibili soluzioni tutto si sia interrotto, dopo che la società privata, con una spesa non indifferente, abbia ripulito l’area per meglio definire le volumetrie e identificare gli edifici della Nobel, poi Montecatini. Spanò si è riferito ai documenti intercorsi in questi mesi chiedendo all’amministrazione di chiarire se e quali sono le possibili soluzioni perché l’area non prosegua nel degrado e il Comune sia chiamato a corrispondere quando dovuto ai privati e a vedere chiusa l’area del lago. Angelo Roccotelli e Tatyana Callegari sono intervenuti, il primo per evidenziare la speranza che dopo molti anni l’area trovi una soluzione, la seconda per appoggiare l’amministrazione nella scelta di non condividere il progetto della grande serra. Simona Falchero ha chiesto che l’amministrazione non interrompa il tavolo di lavoro aperto con la firma del protocollo.

LA POSIZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE

Il sindaco Andrea Archinà è stato molto esaustivo spiegando i vari passaggi che hanno portato, nei vari mesi, il protocollo di fatto ad un punto morto. Il primo cittadino ha spiegato che il privato ha immaginato nell’area un parco naturalistico che aveva come punto fondante una grande serra posta in un’area al momento verde. A questa ipotesi, sia il Comune, sia la Città Metropolitana sono, per motivi differenti, contrari. Sulla serra, così come proposta dal privato, c’è invece l’assenso dell’Ente Parco. “Abbiamo coinvolto più soggetti per meglio comprendere un’idea complessa che ad oggi manca di documentazione precisa – ha spiegato Archinà – che oltre la serra ipotizza una struttura di accoglienza per malati, della ristorazione, un museo ed altro“. Sembra di capire che tra i due maggiori attori di una nuova prospettiva sulla ex Nobel non ci siano i presupposti per proseguire verso un’intesa. Come ha detto lo stesso sindaco: “E’ scritto nel patto che se non si fosse giunti ad un accordo saremmo ritornati al punto di partenza“.

Tatyana Callegari e Angelo Roccotelli