Avigliana: il Statio ad Fines in Borgata Malano, si pagavano le tasse ai tempi dell’Impero romano L’identificazione è stata possibile grazie alle epigrafi ritrovate con l’indicazione della Quadragesima Galliarum

AVIGLIANA – In Borgata Malano di Avigliana in località Il Ghetto è stata individuata la “Statio ad fines“. Una scoperta sulla base di fonti letterarie e a seguito di scavi archeologici per lo più occasionali. Luogo di riscossione della Quadragesima Galliarum. Dal 1858, anno in cui padre Bacco iniziò le ricerche con i primi ritrovamenti, si sono susseguite tutta una serie di ipotesi. A tutt’oggi non hanno ancora trovato conferma. Innanzitutto l’estensione della “Statio”. Per anni si è pensato che la sua ubicazione fosse a sud della Strada Statale 24. Finché, nel 1998 durante la costruzione dei marciapiedi lungo la statale medesima e nel 2003 durante la ristrutturazione di un immobile in sono emersi importanti resti murari. Compreso materiale ceramico, che hanno interessato la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte. Gli scavi ripresi nel 1987, in occasione dei sondaggi di accertamento previsti per il tracciato dell’Autostrada Valsusa, hanno restituito soltanto qualche sporadico frammento di ceramica e una struttura muraria ubicata all’interno di un cortile della Borgata Ghetto-Malano.

LA QUADRAGESIMA GALLIARUM

Le strutture murarie individuate nella zona appartenevano ad edifici di uso pubblico e a luoghi di culto. Come confermerebbero le epigrafi votive dedicate a numerose divinità. Anche una testa marmorea femminile riferibile a una statua di culto. I frammenti ceramici e le monete ritrovate indicano una vita dell’insediamento lungo un notevole arco di tempo. Almeno fino all’avanzata epoca tardo antica. L’identificazione è stata possibile grazie alle epigrafi ritrovate con l’indicazione della Quadragesima Galliarum e dei fines Cottii. La parola finium si leggeva su un frammento, ma l’espressione Fines Cottii era in due iscrizioni simili poste. Questo  aveva l’incarico di controscriba, o di tesoriere: uno schiavo della società pubblicana per la quadragesima. Padre Bacco credette di riconoscere un unico ampio edificio quadrangolare di circa 40 metri per 80. Diviso in cinque ambienti, con ingresso a nord. In realtà in tale area sono da distinguere fasi successive, ad esempio per la presenza di tombe tardo-antiche o medievali.

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