Amministrazioni e cittadini, se ne parla a Condove Sabato 2 aprile alle ore 10,30 in Biblioteca

Condove, il MunicipioCondove, il Municipio

CONDOVE – Amministrazioni e cittadini, se ne parla a Condove. “Il futuro delle comunità locali passa attraverso una maggiore collaborazione tra cittadini e istituzioni. Con questa convinzione, a dicembre, abbiamo approvato in Consiglio Comunale il Regolamento sulla Tutela dei Beni Comuni e il Regolamento per il Baratto Amministrativo“. Dice Jacopo Suppo vicesindaco di Condove. Così sabato 2 aprile, alle ore 10,30 nella sala della Biblioteca cittadina ci sarà l’incontro intitolato. “Beni comuni, verso una nuova amministrazione condivisa”. Parteciperanno all’incontro: Daniela Ciaffi, membro del direttivo di Labsus, laboratorio per la sussidiarietà. Il baratto amministrativo, nel diritto italiano, è un contratto che viene stipulato tra una amministrazione pubblica e un cittadino. Il cittadino, per sanare la propria posizione debitoria svolge dei lavori utili come ridipingere i muri di un edificio comunale, curare i fiori in un giardino, verniciare una staccionata.

A CONDOVE

Ilda Curti, Assessore alle politiche per l’integrazione rigenerazione urbana e arredo urbano della Città di Torino. Mauro Cattaneo, Assessore innovazione, coesione sociale, e relazione con i cittadini della Città di Alessandria. Invita Suppo. “Per far si che i luoghi pubblici tornino ad essere spazi di tutti e non più luoghi di nessuno. Per rendere cittadini protagonisti della loro comunità. Perchè, grazie alle istituzioni pubbliche, nessuno resti indietro“. Nel 2014 un decreto legge ha introdotto la possibilità di pagare in questo modo tasse locali, multe e altri debiti contratti con il Comune; una condizione per accedere a questo tipo di contratto è che il cittadino debitore si trovi in difficoltà economiche. Solitamente vi è un regolamento per la sua applicazione presso l’ente. Il primo comune italiano ad aver istituito il baratto amministrativo e averlo regolamentato è stato il comune di Invorio, in provincia di Novara, il 2 luglio 2015. Il 23 marzo 2016 la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per l’Emilia Romagna ha però stabilito che questo istituto non può essere utilizzato per l’adempimento di tributi locali pregressi

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