All’Istituto Ferrari di Susa il premio nazionale “Leonessa d’Italia”

SUSA – BRESCIA – Lunedì 13 aprile, nella prestigiosa cornice dell’auditorium di San Barnaba a Brescia, si è svolta la seconda edizione del premio nazionale “Leonessa d’Italia”, un evento che celebra l’impegno civile e la lotta alle mafie. Tra i protagonisti della giornata si è distinto l’Istituto Ferrari di Susa, premiato per il suo costante lavoro nella diffusione di una cultura della legalità e per le iniziative di cittadinanza attiva intraprese sul territorio. La cerimonia, organizzata dalla rete antimafia locale, ha messo in luce come le istituzioni scolastiche rappresentino il primo baluardo contro l’illegalità. Il presidente della rete, Mario Belsito, ha aperto l’evento ricordando i valori fondanti della manifestazione, sottolineando come la lotta alle mafie non sia solo una questione giudiziaria, ma un dovere etico che parte dai banchi di scuola. Questo riconoscimento nazionale premia dunque la capacità dell’istituto segusino di trasformare i principi teorici della Costituzione in pratiche quotidiane di impegno sociale e consapevolezza collettiva.

Un riconoscimento al valore civile e all’impegno degli studenti nella cultura della legalità

Il momento più significativo della premiazione è stato il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni: a consegnare i premi sono stati infatti gli studenti delle scuole bresciane, un gesto simbolico per sancire un passaggio di testimone nella difesa del bene comune. Per l’Istituto Ferrari, ricevere il premio “Leonessa d’Italia” significa vedere riconosciuto un percorso didattico che va oltre la semplice istruzione, puntando alla formazione di cittadini liberi e responsabili. La delegazione piemontese ha accolto con emozione il tributo, che inserisce la scuola di Susa in una rete nazionale di eccellenze nel campo dell’antimafia sociale. Durante gli interventi, è emerso con forza come il contrasto ai fenomeni mafiosi debba nutrirsi di memoria e coraggio, elementi che gli studenti del Ferrari hanno dimostrato di saper coltivare con determinazione. L’appuntamento di Brescia non è stato solo una celebrazione, ma un invito a continuare, con rinnovato vigore, il percorso di sensibilizzazione che vede i giovani protagonisti attivi del cambiamento culturale necessario per il futuro del Paese.

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