IL PLANETARIO DI CHIUSA DI SAN MICHELE
CHIUSA DI SAN MICHELE – L’ex cappella di San Giuseppe a Chiusa di San Michele ha mantenuto la struttura esterna originaria mentre al suo interno, attraverso un progetto finanziato dalla Regione, ĆØ stata adibita a Planetario. L’edificio ĆØ del Comune dal 1998 quando l’acquisƬ dai privati titolari del precedente edificio in rovina. La struttura esterna ĆØ quella originaria, con l’eccezione della scala d’accesso, un tempo sul lato frontale ed ora ricavata sul fianco occidentale, e della decorazione in ferro battuto al culmine del tetto rappresentante due orbite intrecciate di pianeti in luogo della croce che c’era precedentemente. Sulle pareti esterne poi si scorgono ora molte variegate decorazioni ricoperte da uno strato uniforme di pittura bianca. L’interno, prima diviso in due locali sovrapposti, ĆØ ora interamente occupato dalla struttura metallica del planetario, completamente indipendente. Nella parte superiore trova posto la cupola e la zona proiezione del planetario, mentre nel seminterrato risultano visibili gli scavi effettuati che hanno portato alla luce le antiche fondazioni risalenti, secondo gli archeologi, ai secoli VI e VII, tali da far presumere la collocazione dell’edificio, strutturato peraltro a foggia di fortino, all’interno del celebre sbarramento attraverso la valle più conosciuto come “muro longobardo”.
DA CHIESA A SPAZIO DI CULTURA
Col trascorrere dei secoli dell’antico baluardo rimase soltanto un rudere nemmeno più considerato nelle mappe e nei catasti più antichi, se non per il Pilone del Crocifisso che qui sorgeva. Nel 1881 cāera stata la mortale epidemia di difterite che tante vittime aveva mietuto anche alla Chiusa. Nel 1884 unāaltra malattia contagiosa, il colera, aveva costretto il Comune ad affittare due camere per lāallestimento di un lazzaretto. In previsione quindi di altri simili flagelli si era deliberato di cercare un apposito locale da destinare stabilmente a lazzaretto e proprio lāattuale planetario fu giudicato il più adatto grazie alla sua lontananza, a quel tempo, dalle altre case del paese. Il Comune ricostruƬ quindi di sana pianta i voltini che reggevano il pavimento ristrutturando parte della muratura verso nord ed est e rifacendo tre anni dopo la copertura del tetto in lamiera di zinco. Nell’Ottocento il rudere dellāantico fortilizio con la precisa intenzione di farne una cappella a San Giuseppe, il progetto diveniva realtĆ . Qui si celebrerĆ Messa fino agli ultimi anni Cinquanta. Ora ĆØ un piccolo ma interessante spazio culturale.
































