Crea sito

La Challenge Corsa Stellina l’hanno vinta tutti, soprattutto i giovani Favro: "Anche senza gara competitiva la giornata è stata davvero importante"

corsa stellina(foto stellinarace.it)

SUSA – La Challenge Corsa Stellina l’hanno vinta tutti, soprattutto i giovani. I partigiani della Stellina ancora una volta hanno avuto il loro pubblico. E’ dal 1989 che la storia della corsa in montagna mondiale sui sentieri partigiani della Valsusa si ripete. Non importa se quest’anno è mancata la parte competitiva, si è corso in spirito amichevole, nel ricordo. Tutto ciò nel ricordo dei partigiani di Giulio Bolaffi, il “mitico” Comandante Laghi, ricordando la battaglia delle Grange Sevine del 26 agosto del 1944.

TRA ATLETI, ALPINI E GIOVANI

Piera Favro, sindaco di Mompantero. “Anche senza gara competitiva la giornata è stata davvero importante. C’è stata una grande partecipazione di atleti sopratutto giovani. Direi che questa è la notizia positiva. L’interesse e la partecipazione di giovani fa bene sperare per il futuro. La giornata in quota è stata di livello e segnante. Vedere tanta partecipazione ci porta a pensare che i valori di allora sono bene presenti oggi. Devo ringraziare quanti hanno lavorato per la riuscita, don Daniele Giglioli  per aver celebrato la Santa Messa e tutti i volontari che ancora una volta si sono spesi per la Stellina”.

GIULIO BOLAFFI

Giulio Bolaffi fu comandante della 4ª divisione alpina GL Stellina, operante in Val di Susa. Nel dopoguerra, presidente dell’omonima società torinese di collezionismo. Nato nel capoluogo piemontese da Alberto e Vittoria Foa. Cominciò ad aiutare il padre, fondatore dell’azienda, affrontando nel frattempo gli studi classici al liceo “Massimo d’Azeglio” di Torino e la laurea in giurisprudenza, conseguita a ventidue anni. Nel 1933 sposò Palmina Seghesio con cui ebbe due figli, Stella e Alberto.A seguito degli eventi che colpirono cittadini italiani e stranieri di religione ebraica con la promulgazione delle cosiddette leggi razziali, i fratelli Roberto e Dante emigrarono. Giulio, invece, rimase in Italia, divenendo, dopo l’8 settembre, partigiano nelle valli di Lanzo, con il nome di battaglia di “Boni”. In seguito il Comitato di Liberazione Nazionale gli assegnò l’alta Valle di Susa e il suo nome divenne “Aldo Laghi”. A capo della Divisione “Stellina”, combatté in Valsusa fino al 26 giugno del 1945. Pur rifiutando per sé e per la formazione partigiana da lui comandata ogni caratterizzazione politica, aderì alle Formazioni di Giustizia e Libertà, ma sottolineando che si trattava di un’adesione “a carattere tipicamente militare non … vincolata ad alcun programma di partito“.