A Susa parte il patto per i Beni Comuni, lo spiega l’assessore Giuliano Pelissero "Abbiamo intensificato in questi mesi le azioni per il miglioramento del decoro urbano"

giuliano pelissero

SUSA – E’ stato votato in Consiglio Comunale a Susa il regolamento sui beni comuni. Mancava in città, mentre in altri tanti altri Comuni d’Italia e anche della Valle da anni è in vigore. Giuliano Pelissero, assessore al Bilancio e Patrimonio, spiega cos’è e come funzionerà in città.

Da quale principio parte l’azione dei beni comuni?

Come molti cittadini ci stanno riconoscendo, abbiamo intensificato in questi primi mesi di attività amministrativa azioni volte al miglioramento del decoro urbano. Da quelle più piccole e irrisolte da anni ad interventi più importanti. L’obiettivo è chiaro. Rendere Susa più pulita, più curata, più ordinata, più capace di attrarre il favore dei residenti come dei visitatori occasionali o dei turisti“.

A quale risultato si pensa?

La volontà di politica della maggioranza di proporre questo strumento regolamentare parte dalla considerazione che per fare un salto di qualità non basta la sola volontà di Amministratori e personale dipendente. Vista anche la scarsità di risorse finanziarie che caratterizza i bilanci degli enti locali. Il salto vero di qualità si ottiene promuovendo una nuova alleanza forte e strutturata tra cittadini, singoli o in forma associata. Poi scuole e altri enti del Terzo Settore con l’Amministrazione comunale. Un patto per la tutela e valorizzazione dei beni comuni materiali e immateriali del territorio che si amministra”.

Si potrebbe riassumere in più partecipazione?

Nel dibattito corrente sulla “crisi della democrazia” emerge un certo interesse verso l’idea che una possibile risposta. A fronte del logoramento dei modelli tradizionali del “governare” e del “decidere”, si debba cercare attraverso vie innovative. Con questo Regolamento composto da 22 articoli in buona parte simile ad altri Regolamenti approvati da altri Comuni italiani crediamo di poter dare un contributo piccolo ma significativo. Speriamo efficace, in tal senso. L’idea di promuovere uno strumento che disciplini la collaborazione tra i cittadini attivi e l’Amministrazione ha radici nella seconda metà degli anni Novanta. Con la nascita di numerose esperienze, molte delle quali legate alla spinta innovativa delle iniziative promosse dalla Comunità Europea. Queste sono orientate da un approccio integrato, intersettoriale e dalla partecipazione dei cittadini alla costruzione e all’attuazione delle politiche pubbliche“.

Quindi si regolarizzano le buone azioni?

Il nostro auspicio è che il Regolamento possa aiutare a sistematizzare ed articolare in modo stabile le esperienze di collaborazione tra l’Amministrazione comunale e le associazioni del territorio. Poi a  semplificare i rapporti tra cittadini attivi e Amministrazione. Grazie all’introduzione del Patto di Collaborazione. Con questo nuovo strumento gli abitanti di Susa potranno stringere con la Città accordi per la realizzazione di azioni di cura e gestione di beni comuni urbani. Stabilendo insieme le modalità di progettazione, di gestione e di monitoraggio degli interventi. La differenza pertanto la farà l’applicazione concreta del Regolamento. Sarà la qualità e il numero di accordi di programma tra l’Amministrazione e cittadini, singoli o in forma associata che si potranno sottoscrivere e portare ad esecuzione“.

Chi sarà interessato?

Noi vogliamo migliorare e cambiare in meglio Susa attraverso il potenziamento del coinvolgimento democratico dei cittadini, aprire cioè la Città all’apporto esterno per rafforzare nel complesso la tenuta sociale e civile della nostra comunità. Immaginiamo e auspichiamo una rivoluzione che coinvolgerà davvero tutti: Sindaco, Giunta Comunale, passando per il Consiglio Comunale, giungendo poi ai dipendenti, sino a raggiungere gradualmente i cittadini, le Associazioni, le Scuole. Attraverso il Regolamento, cittadini e amministratori potranno lavorare alla pari per la cura dei beni comuni“.

Susa

Di quali interventi si parla?

I beni comuni sono i beni, materiali, immateriali e digitali, che i cittadini riconoscono essere funzionali al benessere individuale e collettivo, all’interesse delle generazioni future, attivandosi di conseguenza nei loro confronti, condividendo con l’Amministrazione la responsabilità della loro cura, gestione o rigenerazione. I cittadini, attraverso una manifestazione di interesse, potranno proporre interventi di cura, gestione condivisa o rigenerazione dei beni comuni cittadini. La proposta andrà ad integrare,  ma non a sostituire, il servizio già svolto direttamente dai dipendenti comunali o da ditte fornitrici. La proposta del cittadino, analizzata dall’Amministrazione, si trasformerà poi in “Patto di Collaborazione”, ovvero un documento attraverso il quale il Comune e i cittadini attivi definiscono l’ambito degli interventi da realizzare“.

A Susa c’è già chi lavora per il bene della città?

Voglio sottolineare che, anche in assenza di questo strumento regolamentare, sono molti i cittadini di Susa che in modo spontaneo si prendono cura da anni di beni comuni. Ho in mente cittadini che innaffiano fiori posti in fioriere pubbliche curano aiuole o che apportano piccoli ma significativi miglioramenti sul patrimonio della Città. A tutti loro va il mio e il nostro più sentito ringraziamento. Auspichiamo che con questo strumento innovativo per Susa si passi sempre più dalla protesta, dalla semplice segnalazione passiva dei problemi della Città magari con infiniti dibattiti su FB o altri social media alla proposta concreta, condivisa, solidale, che dovrà tendere alla risoluzione concreta. Ho condiviso questo impegno sul Regolamento per la parte politica con il Presidente della Commissione Bilancio, Statuto e Regolamenti, il Consigliere Franco Bologna“.