MEANA DI SUSA – Prima della Seconda Guerra Mondiale per molti anni il filosofo liberale Benedetto Croce villeggiò stabilmente in Valle di Susa per le sue vacanze estive. Lui e la famiglia affittarono casa a Meana. Qui trovava la tranquillità ideale per il riposo, per le passeggiate, per la stesura di alcune importanti opere. La sua opposizione al Fascismo faceva di lui un sorvegliato speciale da parte del Regime. A Meana si trovava con Ada Gobetti Marchesini, che poi dal 1943, durante la Resistenza coordinò le Formazioni partigiane di G.L. fra Val Susa e Germanasca, tenendo i collegamenti il Comando militare delle formazioni di ispirazione del Partito d’Azione.
Di questo ed altro si parlerà nel Convegno organizzato per sabato 2 luglio a Meana, alle 17,30, presso il Salone polivalente del Comune. Fra i relatori gli storici e scrittori Bruna Bertolo e Tito Giraudo, con il professor Pier Franco Quaglieni e Giovanni Ramella, rispettivamente direttore e storico del Centro Pannunzio, il sindaco Adele Cotterchio, e Gemma Amprino, Consigliere Metropolitano e Nino Boeti Consigliere regionale.
Un modo per ricordare il filosofo e padre del Liberalismo italiano a 150 anni dalla nascita. Il pensiero crociano dello storicismo assoluto, della “filosofia dello spirito che non può essere altro che pensiero storico”, quella del pensiero che ha come contenuto la storia, quella vera, non quella fasulla ed artificiale della propaganda politica, in Val di Susa è attualissima.
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