MEANA- L’associazione culturale Dal Gallo Sebastiano di Meana organizza per sabato 20 febbraio alle ore 19,30 una polentata per la raccolta fondi. Fabrizio Arietti dell’associazione: “Siete invitati a trascorrere una bella serata tra amici attraverso una polentata finalizzata ad una raccolta fondi. Il ricavato sarĆ utilizzato per la realizzazione di un film tratto dal mio ultimo romanzo e che si girerĆ in Val di Susa. Un progetto straordinario che ĆØ quello di voler raccontare un pezzo della nostra storia. CoinvolgerĆ moltissime persone in valle e sta giĆ mettendo in gioco tantissimi volontari. Le spese da affrontare saranno moltissime, abbiamo bisogno anche del vostro aiuto per poter riuscire in questo grande progetto“. L’appuntamento ĆØ al centro Martin Luther King in via Mattie 11. E’ gradita la prenotazione al numero 338/6783585.
LA POLENTA
La polenta ĆØ un antichissimo piatto di origine italiana a base di farina di mais o altro cereale.Ā Pur essendo conosciuto nelle sue diverse varianti pressochĆ© sull’intero suolo italiano, ha costituito, in passato, l’alimento di base della cucina povera in varie zone settentrionali alpine, prealpine, pianeggianti e appenniniche di Lombardia, Veneto, Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Trentino, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, regioni nelle quali ĆØ tuttora piuttosto diffuso. La polenta ĆØ tradizionalmente cucinata anche in Toscana e nelle zone di montagna di Umbria e Marche, Abruzzo, Lazio e Molise.
Il cereale di base più usato in assoluto ĆØ il mais, importato in Europa dalle Americhe nel XVI secolo, che le dĆ il caratteristico colore giallo, mentre precedentemente era più scura perchĆ© la si faceva soprattutto con farro o segale, e più tardivamente anche con il grano saraceno, importato dall’Asia. Pur comparendo un esemplare di mais nell’Erbario di Ulisse Aldrovandi (Bologna, 1551), le prime testimonianze scritte di coltivazioni di mais in Italia fanno riferimento ai territori della Repubblica di Venezia. In un’annotazione alla seconda edizione del Delle navigationi et viaggi di Giovan Battista Ramusio (Venezia, 1554), commentando un testo del portoghese JoĆ£o de Barros (1496-1570), si afferma.
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