CONDOVE – A Condove la Giornata del Patrimonio Archeologico della Valsusa. Sabato 21 e domenica 22 settembre sono tornati, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, e in Valsusa, le Giornate Europee del Patrimonio con tema āUn due tre… Arte! – Cultura e intrattenimentoā. Alle Giornate Europee del Patrimonio possono partecipare tutti i luoghi della cultura statali e non statali. I musei e i luoghi della cultura non statali possono aderire alle Giornate Europee del Patrimonio contattando i poli museali di riferimento.
In Valsusa si ĆØ vissuta per il suo decimo anno, la formula della Giornata del Patrimonio Archeologico della Valsusa. Organizzata da āValle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpinaā, in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la CittĆ Metropolitana di Torino. Da Bardonecchia a Caselette, erano dodici i comuni che, grazie al prezioso supporto delle associazioni e dei singoli volontari. Tanti siti hanno aderito all’iniziativa garantendo l’apertura di numerosi beni. Visite con accompagnatori gratuiti, e attivitĆ di animazione intorno al tema scelto quest’anno come pivot intorno a cui costruire eventi.
VISITE A CONDOVE
A Condove i tre siti aperti. Il Castrum Capriarum, la Chiesa romanica di San Rocco e la Fucina Col. Il bilancio parla di un’ottantina di visitatori. Il castello. I resti di un castello si trovano su un’altura dominante l’imbocco della valle tra il monte Pirchiriano e il Caprasio, a poca distanza dalla Dora Riparia e dal torrente Sessi, tra Caprie e Condove. Le notizie più antiche non giĆ dell’edificio ma di un locale sistema difensivo sembrerebbero legate allo scontro tra Carlo Magno, re dei Franchi, e Desiderio, re dei Longobardi, avvenuto tra il 771 e il 774 alle Chiuse: probabilmente anche l’altura del castellazzo era munita di strutture difensive facenti parte delle cosiddette “clusae langobardorum” sulla cui entitĆ comunque gli studiosi non sono sempre concordi.
In realtĆ ĆØ soltanto a partire dal XIII secolo che il castello di Caprie appare esplicitamente menzionato in una certifica notarile riguardante i territori dove i conti di Savoia esercitavano i diritti di baronia. In quel periodo esso costituiva il centro di una delle castellanie abbaziali di San Giusto di Susa ed era anche sede di tribunale e di carcere. Per questo, normalmente ospitava un esiguo numero di soldati. Le fonti indicano la presenza all’interno del perimetro di un granaio, di una grangia, di una stalla, di una cappella e di una residenza signorile. Inoltre una torre, alcune garitte, alcune bertesche e un rivellino con ponte antistante completavano la struttura difensiva.
































