SALBERTRAND – A Salbertrand la Giornata del Patrimonio Archeologico della Valsusa. Sabato 21 e domenica 22 settembre sono tornati, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, e in Valsusa, le Giornate Europee del Patrimonio con tema “Un due tre… Arte! – Cultura e intrattenimento”. Alle Giornate Europee del Patrimonio possono partecipare tutti i luoghi della cultura statali e non statali. I musei e i luoghi della cultura non statali possono aderire alle Giornate Europee del Patrimonio contattando i poli museali di riferimento.
In Valsusa si è vissuta per il suo decimo anno, la formula della Giornata del Patrimonio Archeologico della Valsusa. Organizzata da “Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpina”, in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino. Da Bardonecchia a Caselette, erano dodici i comuni che, grazie al prezioso supporto delle associazioni e dei singoli volontari. Tanti siti hanno aderito all’iniziativa garantendo l’apertura di numerosi beni. Visite con accompagnatori gratuiti, e attività di animazione intorno al tema scelto quest’anno come pivot intorno a cui costruire eventi.
A SALBERTRAND
Buon numero di adesioni, circa cinquanta, alle visite all’ecomuseo Colombano Romean, al mulino idraulico del Martinet e all’Hotel Dieu a Salbertrand. La sede del Parco nel pomeriggio ha ospitato lo spettacolo teatrale “Passaggi” di ArTeMuDa, che ha attratto una quarantina di persone. Il mulino idraulico di Salbertrand è uno dei più interessanti e meglio conservati dell’Alta Valle di Susa, l’unico a contenere ancora le macchine originali di varie epoche. Esso consente di ripercorrere 800 anni di storia dell’utilizzo dell’acqua, dai diritti feudali di molitura all’arrivo della corrente elettrica.
Il mulino, detto del Martinet, iniziò probabilmente la sua attività intorno all’anno 1000 come forgia, per poi trasformarsi nel 1200 in opificio idraulico con molteplici funzioni: mulino da cereali, pesta per la sfibratura della canapa, follone da drappi. La prima traccia di questo mulino si ritrova su una pergamena datata 5 giugno 1298, si trattava di un mulino bannale ed apparteneva alla famiglia signorile degli Allemandi. Passò più volte di proprietà, fino ad essere acquistato dalla Comunità di Salbertrand, che ne ottenne il pieno possesso, libero da ogni spettanza signorile da parte del Delfino, con la carta del 1459.
































