A Coazze presso l’Ecomuseo la mostra fotografica “Vari luoghi, senza ipocrisia” di Claudio Servalli

MOSTRA FOTOGRAFICA A COAZZE

COAZZE – A Coazze presso l’Ecomuseo dell’Alta Valsangone la mostra fotografica “Vari luoghi, senza ipocrisia” di Claudio Servalli. La mostra sarĆ  visitabile gratuitamente negli orari di apertura dell’ufficio turistico fino al 28 luglio martedƬ e mercoledƬ 15,30-18,30; giovedƬ e venerdƬ 9,30-12,30; sabato e domenica 9,30-12,30 e 15,30-18,30. Claudio Servalli, dal 1976 fotografo per passione, dice di sĆ©: ā€œNella scelta dei soggetti, amo e prediligo i paesaggi: i grandi spazi, i colori e le atmosfere che, nel mutare delle stagioni, la natura offre. Concepisco la fotografia come espressione personale che mi permette di focalizzare il momento e condividerlo: ĆØ l’aiuto concreto nel pormi in maniera riflessiva verso tutto ciò che mi circonda. Non mi considero creativo, nĆ© tantomeno artista, ma semplice cronista della mia osservazione. Le mie fotografie sono tutte epurate da preconcetti e tematiche inventate. Esse raccontano il mio sguardo rivolto ad una realtĆ  visiva, in molti casi mediata, ma comunque vissuta. Nel realizzarle, adopero in prevalenza il colore, elemento al quale sono particolarmente legato. Forte e indissolubile risulta anche il mio legame con la fotografia analogica a pellicola, della quale resto fedele cultore autodidatta.Ā Dal 2017 ĆØ diventata la casa dei miei paesaggi imperfetti. Liberati dal fardello della perfezione tecnica e della nitidezza, attraverso il lavoro grafico e la sola armonia di luci e colori, in essi affiora la vera essenza pittorica ricercata ad ogni mio scattoā€.

NEL TEMPO

La mostra che presenta a Coazze, appuntamento annuale, si concentra questa volta sul bianco e nero, con immagini sia delle nostre valli sia di luoghi marini. Continua Servalli: ā€œNel tempo in cui il confine tra il reale e l’immaginario tende a svanire e anche la fotografia, per mezzo dell’intelligenza artificiale, ĆØ insidiata da rappresentazioni mentali che non hanno riscontro nelle cose, ma diventano cosƬ convincenti da indirizzarla, si rende necessario per etica invertire il senso di marcia. Siamo giunti al tramonto di un’epoca storica, ed il corredo di razionalitĆ  e veritĆ  applicato a questo messaggio figurativo, giĆ  minacciato e compromesso con l’arrivo della tecnologia digitale, oggi riceve il colpo di grazia, spalancando le porte alle menzogne costruite a scopo di abbellimento scenografico, dove anche il semplice uso della fotocamera può risultare relativo. Per salvaguardare i veri principi di uno sguardo fotografico da proporre all’osservatore, bisogna saper valorizzare il poco, e soprattutto il reale. Quindi una rivisitazione in bianco e nero del periodo storico, ma anche un punto di partenza per un nuovo percorso, in cui gli elementi compositivi del paesaggio sono posti con sobrietĆ , senza reclamarne il predominio attraverso costruzioni artificiose. Storie semplici di luoghi e atmosfere colte al volo, respirando le piacevoli sensazioni offerte da incontri casuali non cercati, ma sempre in grado di alimentare lo stuporeā€.

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