BUSSOLENO – Nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo, l’Amministrazione Comunale di Bussoleno, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Valsusa e l’’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Comitato di Torino e provincia, ha organizzato nella suggestiva cornice di Casa Aschieri, la presentazione del libro “Fogolèr” di Grazia Del Treppo, accolta da un pubblico attento e partecipe. Un significativo evento che ha visto le testimonianze dell’autrice Grazia del Treppo, Antonio Vatta esule di Zara e Presidente del Comitato torinese e provinciale dell’ ANVGD e il magistrale coordinamento condotto da Dario Prodan figlio di esule e divulgatore della cultura istriana. L’iniziativa ha rappresentato un momento di grande intensità e partecipazione, arricchita dalla presenza delle autorità civili e istituzionali, tra cui: l’Assessore Regionale Enrico Bussalino e il Consigliere Regionale Alessandra Binzoni; il Sindaco di Bussoleno Antonella Zoggia con il Vicesindaco Emilia Guerra, gli Assessori Dario Giuseppe Rosso e Cinzia Tolotti, i Consiglieri di maggioranza Antonella Arianos, Cinzia Cevrero e Antonella Peirolo. Hanno altresì preso parte la rappresentanza dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna Nucleo Val Susa, il volontariato ETS e altre realtà sociali e culturali. Il pubblico ha seguito con vivo interesse e calorosa adesione, riconoscendo nelle parole dell’autrice non solo una vicenda personale, ma una pagina di storia collettiva che merita ascolto e memoria
Dalla stessa autrice La voce della memoria
“Il treno era fermo e si dovette salire. Fu il primo grande dolore dei miei piccoli nove anni. Ricordo perfettamente ogni istante: il cuore mi batteva forte forte, le tempie mi bruciavano, lo sguardo si annebbiava. Sentivo solo piangere e gridare: «Addio, Bog, Arrivederci, Doviđenja».”Istria, febbraio 1951. La famiglia Del Treppo si prepara alla partenza da Canfanaro: un doloroso strappo sotto le minacce della dittatura comunista di Tito che infuria costringendo gli italiani alla fuga verso un destino ignoto .Questo racconto ci porta in presa diretta a quei giorni: raggela e riscalda allo stesso tempo, ci sono gli arresti improvvisi, le persecuzioni, le foibe. Testimone di questi orrori, Grazia Del Treppo accende una speranza che continua a brillare nel buio: è il fuoco del fogolèr, il focolare, che trema senza però spegnersi mai. È il fuoco del ricordo, delle storie familiari, di profumi gioiosi e lontane risate di bambini. Grazia Del Treppo con resilienza e pazienza certosina ricompone le tessere di un doloroso mosaico, superando con la pietas le lacerazioni di quei giorni bui che segnarono la vita di migliaia di esuli istriani.
Il significato del Giorno del Ricordo per Bussoleno
Il Sindaco di Bussoleno, Antonella Zoggia, sottolinea il valore speciale che questa celebrazione assume per la città:”La scelta della location non è stata casuale: Casa Aschieri, con la sua atmosfera raccolta e autentica, si è rivelata il luogo ideale per ricreare idealmente il fogolèr, il focolare domestico che dà il titolo al libro e che l’autrice descrive con intensa delicatezza. Il fogolèr non è solo uno spazio fisico, ma il cuore pulsante della casa, il centro degli affetti, delle confidenze e della trasmissione silenziosa delle tradizioni. Sono ricordi fatti di gesti quotidiani, di parole sussurrate, di sacrifici affrontati con dignità. La perdita della propria terra non viene raccontata come un grido, ma come una ferita silenziosa che si trasforma, nel tempo, in forza e capacità di ricostruzione. Pur lontani dalla Dalmazia, gli esuli hanno saputo tessere nuove relazioni, creare legami profondi nei paesi che li hanno accolti, ricostruendo una trama di vita solida e autentica. “Fogolèr” si conferma così un libro capace di unire memoria privata e storia condivisa, offrendo una riflessione pacata e intensa sull’identità, sulle radici e sulla straordinaria capacità istriana di ricominciare. E proprio come attorno a un focolare, a Casa Aschieri si è respirato il calore di un racconto che continua a generare dialogo, comprensione e consapevolezza
“Come Consigliere alla Cultura,- afferma Antonella Arianos – credo profondamente che iniziative come questa rappresentino il senso più alto del nostro impegno: fare della cultura uno strumento di dialogo, di verità e di coesione, affinché la memoria diventi un patrimonio vivo e capace di unire la comunità nel rispetto della sua storia. Un’opera che, già dal titolo – il “fogolèr”, il focolare – richiama il cuore pulsante della casa e della comunità, simbolo di appartenenza, identità e memoria. Attraverso racconti e testimonianze, il libro restituisce voce e dignità a una storia segnata dal dolore dell’esodo e dalla perdita, ma anche dalla forza delle radici e dalla tenacia di chi ha saputo custodire la propria cultura lontano dalla terra d’origine. Nel Giorno del Ricordo, Fogolèr non è stato soltanto una presentazione letteraria, ma un momento di consapevolezza collettiva. La cultura, quando è autentica, va oltre ogni barriera ideologica e geografica: crea ponti tra persone e generazioni, ricuce fratture, restituisce verità storica e umana. È attraverso la conoscenza e l’ascolto che il ricordo si trasforma in responsabilità condivisa”.



































