A Borgone la Smat contro gli allagamenti

BORGONE – La Smat spenderà circa 170 mila euro per risolvere il problema degli allagamenti che, in caso di forti piogge, coinvolgono alcune piazza del paese. In queste zone più basse si raccolgono le acque piovane che scendono da Via Falco, dalla zona di Via Florio, Via Tacca e da Via IV novembre. Uno studio della Smat prevede di raccogliere una parte significativa delle acque meteoriche che giungono in piazza della Chiesa attraverso una loro canalizzazione che scenda lungo via Falco per poi immettersi con una tubazione dedicata in via Condove, all’altezza dell’innesto con il rio Borella. Dall’altro lato è previsto un intervento al fondo di via Florio e via Tacca con la realizzazione di griglie per raccogliere le acque meteoriche e convogliarle nel rio Vignecombe. I lavori dovrebbero essere realizzati nel 2017.

IL CASTLAS

Il Castlas: collocato su un rilievo che domina il capoluogo, è un tipico esempio di edificio fortificato valsusino con struttura a torre e risale al XIV secolo Borgone, nel tardo Medioevo, costituito da due insediamenti distinti: Villa Nova e Villa Vetula. I ruderi della torre di Borgone-chiamata dai locali Castlas e come Castellazzo ricordata dalla cartografia settecentesca-dominato, dall’alto di un progetto, l’abitato di Villa Nova. Benché quest’ultimo insediamento compaia già nel 1277, non vi sono notizie della torre prima del Trecento e nulla sappiamo su chi la costruì e l’abitò prima del 1426. Si tratto di una casaforte a torre, centro di una contenuta signoria locale. Che non si tratti di una semplice torre appare evidente dai ruderi murai, i quali indicano l’esistenza di più edifici orizzontali addossati alla torre vera e propria (maschio).

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