VALSUSA – Il bilancio degli scontri avvenuti al termine della manifestazione in Val di Susa ĆØ drammatico: sono 68 gli operatori delle forze dell’ordine feriti, vittime di una violenza organizzata, folle e gratuita. Quanto accaduto va ben oltre la semplice protesta ed evidenzia una strategia aggressiva pianificata a margine dell’evento. Per rimanere aggiornati sulle direttive ufficiali e sugli interventi di pubblica sicurezza, ĆØ possibile consultare il portale del Ministero dell’Interno.
Violenza No Tav: una strategia premeditata all’ombra del Festival Alta FelicitĆ
Gli scontri non sono stati un episodio isolato, ma l’esito di un’azione preparata all’ombra del festival dell’Alta FelicitĆ e della marcia estiva. Una violenza grave e inammissibile in un Paese democratico, che richiede uno stop definitivo ad atteggiamenti conniventi. Non bastano più le condanne di facciata: occorre togliere ogni sostegno logistico e politico a chi pratica abitualmente la guerriglia contro chi lavora nei cantieri e contro la maggioranza dei cittadini che vedono nella Torino-Lione un’opportunitĆ di sviluppo.
La dura presa di posizione di alcune istituzioni locali
Di fronte alla gravitĆ degli episodi, anche le amministrazioni locali hanno espresso una ferma presa di distanze. In particolare, le comunitĆ e i sindaci dei territori coinvolti, compresi i comuni di Susa e Venaus, hanno condannato apertamente i disordini e le aggressioni. Per comprendere l’impatto economico e infrastrutturale dell’opera al centro del dibattito, ĆØ possibile approfondire i dettagli del progetto sul sito ufficiale della Commissione Europea.































