Viaggio fotografico a Solomiac sopra Cesana Torinese, comune fino al 1928 foto di FEDERICO MILESI

CESANA TORINESE  – Prima di Cesana Torinese c’è Solomiac. La memoria storica è un bene prezioso per una comunità. Un bene che si tramanda di generazione in generazione, nei racconti di famiglia, nello stare insieme. Frammenti di vita quotidiana, di personaggi, ricordi che lo scorrere del tempo rende sempre più sbiaditi e che lo spopolare di antichi centri alpini finisce per cancellare.   Raggiungiamo la Valle di Susa e oltre Oulx, direzione Cesana, arriviamo al bivio Fenils-Solomiac dove c’è uno spiazzo-posteggio accanto alla casa disabitata. Posteggiata l’auto saliamo per la strada sterrata, chiusa al traffico ai non residenti, giungendo a Solomiac, la prima foto, e arriviamo poi a Colombiere dove, appena sopra, possiamo osservare bene sia Fenils, con lo sfondo del Monte Chaberton, nonché Desertes contornata dai prati, ambedue verso Ovest. Nel 1928 furono aggregati a Cesana alcuni comuni sino ad allora autonomi: Désèrtes, Bousson, Fenils, Mollières, Solomiac e Thures.

CASA CASSUL

Appartenuta già dal XVII secolo all’omonima famiglia che svolse un ruolo primario nelle comunità di Solomiac e Fenils. È conosciuta anche come il Castello di Solomiac ed è un tipico esempio di seicentesca “casa-fortezza”: si tratta di un imponente edificio di ben quattro piani e di sotterranei a cui si accede da diverse botole ed è dotato di una facciata completamente affrescata e di una antica meridiana solare che reca impresso il motto Vita fugit sicut umbra ricordando agli uomini la brevità della vita terrena. Ecco la visita a Solomiac di Cesana Torinese.

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