Valsusa: vinti al Superenalotto 25 mila euro, caccia al fortunato vincitore

BUSSOLENO – Bussoleno fortunata al Lotto con una vincita da 25 mila euro. Il Lotto fa sorridere il Piemonte: nel concorso sono state centrate vincite per migliaia di euro. La provincia di Torino torna a sorridere grazie al SuperEnalotto. Nel concorso del 9 giugno, come riporta Agipronews, sono stati centrati due “5” del valore di 25.073,74 euro ciascuno. La prima giocata vincente è stata registrata presso la tabaccheria di Via Fontan 15 a Bussoleno, mentre la seconda è stata a Verolengo. Nei giorni scorsi, invece, è stata registrata anche una vincita da 50mila euro a Torino al concorso 10eLotto.

IL LOTTO

Il gioco del lotto (o semplicemente lotto) è un gioco d’azzardo che consiste nell’estrazione di cinque numeri tra 1 e 90, con premio per coloro che ne indovinano almeno uno. Dal punto di vista statistico il gioco del lotto è fortemente non equo poiché in caso di vincita non viene corrisposta una somma rapportata alla probabilità di vincita. Il gioco è disciplinato dalla Legge 2 agosto 1982, n. 528 e dal Decreto del presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 560. La sua gestione è affidata all’Ispettorato Generale per il Lotto e le Lotterie presso il Ministero dell’economia e delle finanze. La gestione della raccolta delle giocate e dei pagamenti delle vincite è affidata in concessione a Lottomatica.

LA STORIA

Sulla genesi del lotto in Italia non ci sono elementi certi e molti sono i “progenitori” di questo gioco, tuttavia senza dubbio esso deriva dalla pratica delle lotterie. Si ha notizia che a Milano nel 1448 esistevano le cosiddette “borse di ventura”, che in sostanza possono ritenersi un primo abbozzo delle scommesse caratterizzanti il vero lotto. Il primo banco del Lotto risale al 1528 nella città di Firenze. Di certo l’abitudine a scommettere si diffuse largamente in ogni angolo del Paese ed ogni avvenimento pubblico diede vita a grande attività di gioco. A Genova l’ammiraglio Andrea Doria convinse le autorità cittadine a legiferare sulla nomina, a rotazione semestrale, di cinque membri dei Serenissimi Collegi da scegliersi con sorteggio fra 120 esponenti della nobiltà cittadina. Il sorteggio divenne oggetto di scommesse, gioco che assunse la denominazione di gioco del seminario in quanto i nomi venivano imbussolati in un’urna detta appunto seminario. Tali scommesse venivano organizzate raccogliendo le poste degli scommettitori, metà del ricavato veniva distribuito fra gli scommettitori che avevano indovinato i cinque nomi, l’altra metà agli organizzatori.

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