TORINO – L’inizio di gennaio 2026 segna il ritorno di una fase meteo dinamica in Valsusa, innescata da una potente perturbazione atlantica in arrivo dalla Francia. Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, la rotazione delle correnti dai quadranti occidentali provocherà un repentino rialzo termico in quota, trasformando lo scenario alpino: sono attese nevicate abbondanti e tormente di neve oltre i 1.500-2.000 metri, concentrate soprattutto sui settori di confine tra l’Alta Val Susa e l’Ossola. Il fenomeno sarà accompagnato da raffiche di Foehn estremo, capaci di superare i 100-120 km/h, che renderanno critica la visibilità e pericolosi i collegamenti transfrontalieri. Particolare attenzione va prestata al rischio di pioggia congelante (gelicidio) nelle valli interne tra i 700 e i 2.000 metri, un’insidia invisibile che potrebbe rendere estremamente scivolose le strade e i tratti pedemontani.
Evoluzione meteo: calore nei fondovalle e ritorno del gelo
Mentre le vette saranno spazzate dal vento e dalla neve, l’effetto delle correnti favoniche garantirà un clima temporaneamente mite nei fondovalle e sulle pianure del Piemonte, con temperature massime che potrebbero toccare i 10-14°C tra venerdì e sabato. Nonostante il cielo rimanga parzialmente velato, il contesto resterà prevalentemente asciutto lontano dalle creste alpine. Tuttavia, questa tregua termica sarà di breve durata: già dalla giornata di domenica è previsto un brusco calo delle temperature, che riporterà forti gelate notturne anche a bassa quota. Il paesaggio invernale tornerà così a essere segnato dal freddo intenso almeno fino a metà della prossima settimana, mantenendo condizioni di tempo stabile ma tipicamente gelido.



































