Valsusa Film Festival: i trent’anni partono con “un rito collettivo” e sala piena

VALSUSA – La 30ĀŖ edizione del Valsusa Film Festival ha debuttato con un successo straordinario, confermando il suo ruolo centrale nel panorama culturale piemontese. In una sala gremita e vibrante di attesa, il regista Alessandro Negrini ha inaugurato la rassegna con la proiezione de La luna sott’acqua, un’opera potente che ripercorre la tragedia del Vajont. Non si ĆØ trattato di una semplice visione cinematografica, ma di un momento di profonda coscienza civile. Il film intreccia memoria e natura, evitando la retorica per interrogare il presente attraverso uno sguardo umano e fragile. L’accoglienza calorosa del pubblico ha dimostrato quanto il tema del rapporto tra uomo e territorio sia ancora una ferita aperta e un argomento di riflessione necessario per la comunitĆ  della Valle Susa.

Alessandro Negrini inaugura l’edizione del trentennale con il film “La luna sott’acqua”

Al termine della proiezione, il lungo applauso della platea ha dato il via a un intenso dibattito tra il regista, Maurizio Piccione e il presidente del festival Andrea Galli. Negrini, con il suo carisma, ha trasformato l’incontro in un dialogo vivo sul cinema inteso come strumento di impegno sociale e pensiero critico. Da tre decenni, il Valsusa Film Festival si distingue per la sua vocazione indipendente, dando voce a storie fuori dai circuiti commerciali. Aprire l’edizione del trentennale con un’opera sulla memoria collettiva sottolinea l’identitĆ  di un evento che ha fatto della resistenza culturale la sua bandiera. La partecipazione massiccia alla prima serata ĆØ il segnale chiaro di una comunitĆ  che trova nel grande schermo uno spazio d’incontro e di cittadinanza attiva.

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