VALSUSA – VALSANGONE – Nel 1994 Valsusa e Valsangone gli abitanti erano 94.142, trent’anni dopo il numero è salito a 101.375. Così i dati forniti dall’ufficio statistiche della Regione Piemonte.

Non c’è crisi demografica nelle Valli
Trent’anni di storia demografica, dal 1994 al 2024, rivelano una trasformazione profonda per la Val Susa e la Val Sangone. I dati Istat evidenziano come il saldo naturale (differenza tra nati e morti) sia diventato progressivamente negativo in quasi tutti i comuni, riflettendo l’invecchiamento della popolazione tipico delle aree montane e pedemontane. Se negli anni ’90 alcuni centri mostravano ancora una certa vivacità, oggi la tenuta demografica di ASL e Distretti sanitari dipende quasi esclusivamente dal saldo migratorio. Gli iscritti in anagrafe, spesso attratti da un costo della vita inferiore rispetto all’area metropolitana di Torino, faticano tuttavia a compensare il calo delle nascite, portando a una popolazione di fine anno che, in molti piccoli comuni, segna un segno meno rispetto a inizio periodo.
L’analisi dei movimenti anagrafici per Distretto sanitario mostra una pressione crescente sui servizi locali, dovuta a una struttura sociale dove i “cancellati” per decesso superano stabilmente i nuovi nati. Tra il 1994 e il 2024, la geografia umana della Val Susa e della Val Sangone è mutata: mentre i centri di fondovalle mantengono una certa stabilità grazie ai flussi migratori, le terre alte soffrono uno spopolamento costante. Questi dati sono fondamentali per la pianificazione delle ASL, poiché l’aumento dell’età media richiede una rimodulazione delle risposte sanitarie. Confrontando la popolazione di inizio e fine anno nell’arco del trentennio, emerge la necessità di politiche attive per contrastare la desertificazione demografica e favorire il ricambio generazionale in queste valli alpine.
































