Uncem propone a Poste italiane soluzioni alternative per favorire i piccoli Comuni di montagna In audizione alla Camera dei Deputati l'AD di Poste Italiane Del Fante ha confermato che non vi saranno ulteriori tagli

Il Presidente Uncem Piemonte Lido Riba, a poche ore dall’incontro dell’Ad di Poste Matteo Del Fante con la Commissione Ambiente e Trasporti della Camera, conferma che non ci sono in previsione ulteriori chiusure, tagli e riduzione dei servizi nei Comuni con meno di 5000 abitanti.

“L’azienda recepisce quanto sancisce la legge sui piccoli Comuni all’articolo 9, ma deve fare di più -afferma Ribacome chiedono da diversi anni i Sindaci e Uncem,  deve intervenire anche nei Comuni dove i tagli sono già stati fatti, dove i servizi di distribuzione sono stati portati a dieci giorni su trenta al mese, dove gli uffici postali sono aperti solo due o tre giorni la settimana, dove i postini vengono sostituiti ogni tre mesi e dove i giornali o le raccomandate non arrivano più. Poste deve riconquistare la fiducia degli Amministratori locali”. 

Uncem ha già proposto all’azienda un piano di interventi condiviso con i territori, in particolare nei Comuni montani dove negli ultimi cinque anni la riduzione unilaterale delle attività, non concertata dall’azienda con gli Enti locali, ha portato sfiducia e rotture. Questo nonostante le zone rurali siano quelle dove Poste raccoglie moltissimi risparmiatori, con picchi altissimi di libretti e conti postali attivi.

Le proposte di Uncem per i comuni montani

Cento Postamat nei centri piemontesi oggi sprovvisti di sportelli bancari, servizi di tesoreria per i Comuni e per le Unioni montane gestiti da Poste Italiane, operatori polivalenti che aprono gli uffici e consegnano la corrispondenza tutti i giorni della settimana, collaborazioni con Pro Loco, associazioni e Amministrazioni locali per portare negli uffici postali servizi nuovi, turistici e promozionali del territorio; inoltre una efficace presenza di Poste sull’Agenda digitale piemontese per le aree interne, che Uncem ha già da tempo presentato a Regione e azienda.

“Visto che la Regione ha individuato con Poste quattro aree sperimentali per portare nuovi servizi – continua Lido Ribanon si perda ulteriore tempo. L’azienda, visti anche i 600 milioni di euro di utili l’anno, investa sue risorse. Un paio di milioni sono sufficienti. Non si aspetti che sia la Regione a trovare risorse. Non è il sistema pubblico a dover supportare l’azienda. Proponga un piano di potenziamento degli uffici e della distribuzione là dove i servizi erano stati ridotti. Così, con il nostro impegno e supporto, potrà riconquistare piena fiducia dei Sindaci e delle Comunità delle aree interne”.