OLIMPIADI MILANO CORTINA – I Giochi invernali su un pezzo delle Alpi. Dal 2006 al 2026, ventāanni nei quali si ĆØ costruita una più solida attenzione culturale per le montagne, non sempre accompagnata da impegno politico ed economico. Avremo fatto abbastanza in questi due decenni? E da oggi? Vale la pena chiederselo. A Milano-Cortina si unirĆ lāevento del 2030 sulle Alpi Francesi. Due appuntamenti mondiali sulle āmontagne regione unica al centro dellāEuropaā, che devono essere vissuti insieme come strumento per costruire nuove politiche ā nazionali ed europee in parallelo ā e nuove economie per il sistema alpino, mettendo al centro le comunitĆ che vivono i territori. E che hanno nel turismo un pezzo importante del loro percorso, ma solo se unito al ruolo deciso di chi vive e lavora sui territori sempre, da sempre, o chi vorrĆ viverci e lavorarci.
Cinque punti importanti, secondo Uncem, per Milano, Cortina, le Valli lombarde, Trento e le Dolomiti
- La crisi climatica e la crisi demografica alpina non sono āscenarioā dei Giochi invernali. Sono punti fermi che devono muovere organizzatori e sistema istituzionale, insieme con le imprese, per non perdere la bussola. Sempre meno neve, turismo polarizzato nelle fruizioni, calo della popolazione, aumento delle temperature. I Giochi devono raccontare a fondo tutto questo. Devono essere strumento culturale, veicolo di transizioni, rispondere alle crisi con investimenti efficaci, nuova capacitĆ culturale, azione che riguardi fino in fondo le comunitĆ .
- Si inneschi quel rapporto āurbano-montanoā, o āmetromontanoā se si preferisce, di costruzione di politiche e di legami che crea un nuovo patto con le valli e la cittĆ . Questa ĆØ la sfida, drammaticamente incompiuta, posta nel 2005 per Torino, irrisolta in troppa sciatteria di troppe istituzioni, anche pubbliche e private. Non sono, oggi come ieri, Olimpiadi di due o tre grandi CittĆ . Sono Giochi ed eventi che accendono i riflettori su come la Montagna sta in relazione, eroga servizi ecosistemici a vantaggio dellāurbano, stringe rapporti per garantire servizi a chi vive le aree montane (alpine e appenniniche). Contano i flussi verso le piattaforme, che attraversano distretti, ci insegna Bonomi. E dunque Milano ā la CittĆ , il Consiglio comunale, in primis ā deve guardare con nuova attenzione alle Valli, a ācosa sta in mezzoā verso Cortina, 300 chilometri di arco alpino. Costruire relazioni tra altre CittĆ alpine ā vocate più o meno ā e ricostruire coesione, relazioni. Questo devono fare i Giochi, lāAvventura olimpica. Relazioni vuol anche dire ridefinire il rapporto dei territori ā quale occasione meglio di un grande evento come le Olimpiadi ā delle grandi imprese dello Stato, come RFI, ANAS, Trenitalia, che agiscono non solo per migliorare lƬ, in quelle valli, le infrastrutture in funzione dei Giochi. Ma che sempre hanno nei loro contratti di programma una attenzione diversa e numeri peculiari di investimenti e opere per le Valli alpine e appenniniche. Le Olimpiadi facciano aprire questo percorso istituzionale di ripensamento di come i grandi player delle infrastrutture come dellāenergia stanno sui territori nei confronti delle comunitĆ locali e delle Istituzioni pubbliche che tengono in vita la Democrazia sui territori.
- Lāattenzione posta, in tante occasioni sulla pista da bob o su qualsiasi altra opera realizzata, ĆØ importante, come lo ĆØ la legacy delle strutture. Certo. Ma non si perda altro tempo nelle polemiche su larici e piante tagliate. Questo non ĆØ ambientalismo e fa perdere solo la bussola della vera attenzione per lāambiente dove vivono le comunitĆ . Mab, man and biosphere, ci ricorda lāUnesco. Un buon modello per protezione e valorizzazione. Si ponga attenzione, da oggi (serve una sveglia per tutte e tutti) però su tutto il costruito, sulla rigenerazione degli spazi, sul diritto allāabitare, sulla qualitĆ del costruito, sulla strumentazione che si mette nel realizzare e rigenerare. Sulle reti che collegano e sui servizi che sono diritti ci cittadinanza. PerchĆ© costruire in legno, secondo i principi del Green Deal e del New European Bauhaus, ĆØ diverso dal cemento (il Villaggio di Milano ĆØ il legno certificato e Milano lo deve sapere). Ć futuro solo il legno locale con la filiera che rinasce (lo scrive la Strategia forestale nazionale, cosƬ virtuosa), lāattenzione a luoghi e nuova urbanistica, anche in funzione delle Olimpiadi, secondo un nuovo umanesimo. Ma costruire senza pensare a chi vive da sempre lƬ o chi ci vuole vivere, non basta. Lāimpegno delle Olimpiadi ĆØ partire dalle comunitĆ che sono sui territori, non solo nelle localitĆ olimpiche.
- Il CIO, il CONI, il Ministero del Turismo, tutti i Ministeri, devono coinvolgere fino in fondo gli Enti locali, non solo le Regioni, ma i Comuni e agevolare i lavori insieme. Uncem lo scriveva a febbraio 2025. Se sia stato fatto, ce lo diranno le comunitĆ locali, nei prossimi mesi e anni. Nella bolla dei quindici giorni olimpici, ĆØ impossibile analizzarlo fino in fondo. Oggi però Uncem lo ribadisce. āInsiemeā vuol dire costruendo un nuovo modello istituzionale. Non ĆØ tutto questo slegato dallo sport e dal turismo. Coinvolgere di più e meglio i territori, ĆØ unire Sindaci, collegare Istituzioni comunitarie elettive democratiche, facilitare rapporti, sciogliere nodi, dare risposte, favorire trasparenza, avere la voce delle comunitĆ locali tramite Amministratori locali, che sanno come generare dialogo con terzo settore, imprese, organizzazioni dei territori. Cultura istituzionale nuova che nasce e rinasce attraverso i grandi eventi. Governance oltre lāeconomia, Politiche che mettono forza grazie alle āmigliori praticheā, ma che senza Politica non hanno armonioso futuro. Oltre ogni municipalismo e oltre ogni solitudine. Ć importante.
- Creare nuova cultura del turismo e dello sport. Si parte dalle scuole. Si agisce con i giovani, con nuovi linguaggi e nuova azione di impegno. Impatto vuol dire comunitĆ che sanno che in questi Giochi ā delle Alpi come dellāItalia ā non avranno āinvasioniā, potranno avere opportunitĆ di crescita, nuovi abitanti, nuovi mestieri, anche nuovi atleti e nuova capacitĆ di essere Paese-Italia che ha da sempre cultura del turismo montano, deve rifondarla per evitare fruizioni sconsiderate da parte di chi vuole il ātutto e subitoā del sabato o della domenica o, da altra parte, di abbienti turisti che planano da tutto il mondo sulle montagne, e bypassano il ruolo e la funzione delle comunitĆ locali, a volte spremendole a loro vantaggio. Montagna non ĆØ parco giochi. Non ĆØ ludica per forza. Ć agricoltura e artigianato. Connessioni vere, divari ridotti. Ć turismo intelligente e sostenibile, come scrive la Strategia delle Green Community e la legge 158/2017 sui piccoli Comuni. Lavoriamoci in questo anno. La montagna olimpica sia Green Community estesa, comunitĆ nella sostenibilitĆ , che accoglie e genera futuro, nella quale ogni investimento e ogni azione sono interconnessi, ma permettono di restare, tornare, vivere, operare, pensare
































