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Valter Marin: una lapide per il partigiano Tancredi Galimberti detto “Duccio” "Sono figlio di un partigiano, e sono quindi particolarmente legato alla storia della Resistenza"

galimberti

TORINO – “E’ stato un onore rappresentare la Regione Piemonte alla cerimonia per lo scoprimento della targa del partigiano Tancredi Galimberti detto “Duccio”, dichiara Valter Marin. Consigliere del Gruppo Lega Salvini in Consiglio regionale. “Sono figlio di un partigiano, e sono quindi particolarmente legato alla storia della Resistenza del nostro paese. E’ stato un privilegio l’incontro con il discendente di “Duccio”, Niccolò Galimberti. Ringrazio il presidente del Consiglio comunale di Torino Francesco Sicari, Federico Borgna. Anche il vicesindaco ed assessore di Cuneo, paese natale del partigiano. Quindi Carmine Bonino, ideatore e scopritore del luogo in cui “Duccio” fu prelevato dai fascisti. E’ un’ex panetteria in Via Vigone a Torino, il luogo in cui avvenivano gli scambi di informazioni tra partigiani. Dove “Duccio”  fu catturato, in seguito ad una delazione, il 28 novembre 1944“.

LA STORIA DI GALIMBERTI

Tancredi Achille Giuseppe Olimpio Galimberti, detto Duccio (Cuneo, 30 aprile 1906 – Cuneo, 3 dicembre 1944). E’ stato un avvocato, antifascista e partigiano italiano. Fu la figura più importante della Resistenza in Piemonte. Medaglia d’Oro al Valor Militare e Medaglia d’oro della Resistenza, fu proclamato Eroe nazionale dal CLN piemontese. L’8 settembre lo Studio Galimberti a Cuneo si trasformò in centro operativo per l’organizzazione della lotta armata popolare. Dopo che Galimberti non riuscì a convincere il Comando militare di Cuneo a opporsi in armi all’avanzata dell’esercito tedesco che stava calando dal Brennero in tutta la penisola.

Tre giorni dopo Duccio, con Dante Livio Bianco e altri dieci amici si recò in Valle Gesso, dove costituì il primo nucleo della banda partigiana Italia libera. Analoga banda viene formata in Valle Grana da Giorgio Bocca, Benedetto Dalmastro ed altri amici di Duccio. Dalla quale nacquero le Brigate Giustizia e Libertà. Duccio dimostrò rilevanti capacità di organizzazione e conduzione della lotta partigiana. Egli si occupava, tra l’altro, del reclutamento di nuovi partigiani, vagliando la validità “morale” dei nuovi arrivati. Infatti era altissimo il rischio che fra loro si annidassero delle spie fasciste.