Un Principe dei Savoia dalla Sacra di San Michele al Conclave, correva l’anno 1621

STORIA Dopo queste settimane di Conclave, processioni dei cardinali odierni e salita al soglio pontificio del nuovo papa Leone XIV, non si può fare a meno di pensare ad un celebre personaggio sabaudo, molto conosciuto anche a Giaveno e nelle valli alpine: il cardinal Maurizio di Savoia. Figlio quartogenito di Carlo Emanuele I, duca di Savoia, e di Caterina Michela d’Asburgo, nacque a Torino il 10 gennaio 1593. Fin da giovanissimo fu avviato, per motivi diplomatici e politici, alla carriera ecclesiastica. Con il concistoro voluto da papa Paolo V il 10 dicembre del 1607, ottenne la porpora cardinalizia, insieme ad altri quattro prelati.Ā Aveva solo 14 anni, per questo ĆØ ricordato come il più giovane cardinale mai nominato dalla Chiesa. Ciò nonostante, non ricevette mai gli ordini sacri, perchĆ© non fece voto di castitĆ  e di obbedienza. La sua carica serviva solo per avere un Savoia, ancorchĆ© cadetto, nella Roma che contava, cioĆØ nel sacro collegio del conclave, dove si eleggeva il pontefice.

Un Principe al Conclave

Una posizione di prestigio che lo fece emergere dalla quotidianitĆ  dei funzionari della corte torinese, ruolo che gli sarebbe spettato se fosse rimasto un semplice fratello cadetto del duca. Come tutti i cardinali fu titolare di una diaconia romana, dal 1621 quella della chiesa di Sant’Eustachio, poi dal 1626 quella di Santa Maria di via Lata.Ā Nel 1611 fu nominato abate commendatario di San Michele della Chiusa, con il feudo di Giaveno, sede da secoli del potere temporale delle terre soggette all’abbazia. Maurizio ne restaurò il castello medievale, trasformandolo in una vera residenza che fosse un ā€œdegno albergo di un figlio di Carlo Emanueleā€.

Urbano VIII
Urbano VIII

Il suo momento giunse con la morte del papa Paolo V, al secolo Camillo Borghese, avvenuta il 10 gennaio 1621. Il cardinal Maurizio si affrettò a partire per Roma e partecipare al conclave che avrebbe eletto il successore. Ma, per il cattivo tempo e la lunghezza del percorso, non fece in tempo a raggiungere il sacro collegio che era stato convocato per l’8 febbraio. Quando arrivò nella CittĆ  eterna, come accadde ad altri 18 cardinali, l’elezione di Gregorio XV era giĆ  avvenuta (9 febbraio 1621).

Era salito al soglio di Pietro il cardinale Alessandro Ludovisi, che Maurizio giĆ  ben conosceva perchĆ© era stato inviato del papa per cercare di risolvere la questione della guerra del Monferrato con Carlo Emanuele I. L’elezione di Gregorio XV suscitò a Maurizio ā€œgiubilo indicibile che non potrebbe essere maggiore se fosse stato un papa piemonteseā€. Dato che in precedenza Maurizio aveva alloggiato l’allora cardinale Ludovisi nel suo palazzo di Torino, quando questi era stato nunzio speciale nel Monferrato, il nuovo papa lo ospitò per vari giorni nel palazzo apostolico. Il soggiorno di quattro mesi di Maurizio a Roma può essere considerato un successo, poichĆ© riuscƬ a rafforzare la posizione dei Savoia presso la Curia grazie ai suoi buoni rapporti con Gregorio XV.Ā Maurizio tornò nuovamente a Roma dal maggio 1623 fino al gennaio 1627. Vi fu poi un terzo e ultimo soggiorno dalla primavera del 1635 fino all’ottobre del 1638. In queste occasioni dimorò in un’ala del palazzo Orsini di Montegiordano (vicino a piazza Navona) che aveva affittato per la somma di 2200 scudi annui.

Spese in arte

Pochi anni dopo acquistò il sontuoso immobile: “Ieri il Sig. D. Ferdinando Orsino mi accennò che … aveva data la resolutione della vendita … del Palazzo di Montegiordano … et che nelli cento milla scudi che si pretendono resti inclusa ogni cosa. … Quanto alli pagamenti da farsi … che il primo pagamento cioĆØ de 25m. scudi si farĆ  a Pasqua, il secundo d’altri 25m. al Natale, il terzo al fine dell’anno seguente, et il quarto al fine dell’altro anno, rappresentandogli quanto sia difficile di poter ritrovare in contanti una somma come quella di cento milla scudi“.Ā Uomo sensibile, collezionista di opere d’arte ed egli stesso artista e letterato, il cardinal Maurizio si sforzò di mostrarsi un mecenate amante delle arti, spendendo ogni anno quasi sei volte di più per quadri e statue di quanto non facesse il cardinal Borghese.

A Roma

In seguito alla morte di Gregorio XV (8 luglio 1623) il cardinale si recò nuovamente a Roma e questa volta in tempo per partecipare al conclave, nel quale rivestƬ un ruolo rilevante nell’elezione di Urbano VIII, Maffeo Barberini. Il conclave andò avanti dal 19 luglio al 6 agosto 1623, giungendo all’elezione del pontefice solo al 37esimo scrutinio: “Non posso con questa occasione cosƬ in fretta dire altro a V.A. – scrisse Maurizio a suo padre il Duca – se non che questa mattina s’è compiaciuto Iddio di darci per Papa il Cardinale Barberino, chiamato Urbano ottavo, con 50 voti di 54 Cardinali ch’eravamo; e posso darmi questo vanto di havervi havuto la Ā miglior parte, come d’un Cardinale che sempre ho conosciuto degno di questa esaltatione, amico partiale della Francia et di V. A. alla quale facio humilissima riverenza. Dal Conclave, li 6 agosto 1623“.Ā Maurizio di Savoia morƬ a Torino il 4 ottobre 1657 nella Villa Ludovica (Villa della Regina). Il suo corpo fu sepolto nella cripta dei Savoia, nei sotterranei della cattedrale di Torino. Nel 1836 la salma fu trasportata nella Sacra di San Michele della Chiusa, dove riposa in un sarcofago in pietra nella navata destra della chiesa.

Il sarcofago
Il sarcofago

 

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