SUSA – La Valsusa torna ad essere teatro di subdole truffe telefoniche che, facendo leva sull’emotività e l’agitazione, prendono di mira i cittadini, in particolare gli anziani. L’ultimo allarme riguarda la variante del “finto parente in pericolo“, con una recente segnalazione: una telefonata ha tentato di ingannare una madre, comunicandole falsamente che la propria figlia era ricoverata in ospedale a Susa e necessitava di un intervento urgente. Questo modus operandi, sempre più diffuso e che sfrutta il panico per annullare la lucidità della vittima, è un campanello d’allarme che evidenzia la necessità di una costante vigilanza. Fortunatamente, in questo specifico caso, la prontezza della signora ha permesso di verificare la falsità della notizia contattando direttamente la figlia, sventando così il potenziale raggiro che mira solitamente a estorcere denaro o beni preziosi.
Truffe telefoniche in Valsusa: allarme “finto ricovero” all’Ospedale di Susa
Di fronte a questi crescenti episodi, che vedono la Valsusa non immune al fenomeno, è fondamentale rafforzare la rete di supporto e informazione, specialmente nei confronti delle persone più fragili. L’esperienza dimostra che la tempestiva verifica dei fatti e la comunicazione immediata con i familiari o le Forze dell’Ordine (Carabinieri 112 o Polizia) sono le armi più efficaci contro questi malintenzionati. Si ribadisce l’appello: state vicini ai vostri cari anziani, sensibilizzateli su queste dinamiche e ricordate loro di non fornire mai dati personali, né tantomeno denaro o gioielli, a sconosciuti al telefono o alla porta, anche se questi si spacciano per avvocati, carabinieri o medici con notizie allarmanti. La prevenzione e la solidarietà comunitaria restano il baluardo migliore per proteggere le nostre famiglie e la nostra comunità valligiana da queste odiose frodi.
































