BARDONECCHIA – Trent’anni fa, il 18 maggio 1995, Forte Bramafam a Bardonecchia era poco più di un cumulo di macerie e rovine vandalizzate. Un quadro desolante, ma per un gruppo di volontari era l’inizio di un sogno: salvare un forte e restituirlo alla storia. Quella data segnò la consegna del bene dal Demanio, dando il via a un’impresa che oggi celebra il suo trentesimo anniversario. L’associazione dietro a questo progetto non si è limitata a sgomberare detriti e restaurare murature, un compito già di per sé arduo. L’ambizione che li ha spinti è stata molto più grande: trasformare il forte in un museo dinamico, un luogo dove uniformi, documenti, armi e oggetti diventassero il cuore di una narrazione per conservare e tramandare la memoria di un passato significativo. Un’impresa audace, che ha richiesto anni di dedizione e che si manifesta ora con l’apertura al pubblico, prevista per le prime date di quest’anno, domenica 1 e lunedì 2 giugno.
Il Forte Bramafam a Bardonecchia
Oltre a pagare un affitto allo Stato per ben trent’anni, il team di volontari ha dimostrato con i fatti che la passione e la perseveranza possono davvero realizzare sogni considerati impossibili. Nonostante le difficoltà e forse non sempre le giuste attenzioni, il loro impegno non si è affatto esaurito. L’obiettivo è in continua evoluzione, e la “follia” iniziata nel 1995 non è ancora sazia: in questi giorni, infatti, a Forte Bramafam è stato riaperto il cantiere per il recupero della galleria di gola, a testimonianza di una dedizione instancabile. La storia di Forte Bramafam è un esempio lampante di come la volontà di pochi possa generare un impatto duraturo sulla conservazione del patrimonio storico e sulla valorizzazione culturale del territorio, un impegno di volontariato che continua a scrivere pagine importanti.

































