Tra Borgone e Foresto alla scoperta delle pietre con la Scuola per Via

di LODOVICO MARCHISIO

BORGONE – “Contrade di Pietra” è stato il titolo della passeggiata proposta dall’Associazione “Scuola per Via”, che domenica 24 marzo ha radunato 20 partecipanti provenienti da varie città, da Torino a Bussoleno. Un itinerario nel territorio di Borgone di Susa alla scoperta delle fontane, delle antiche vigne abbandonate, dei tanti muretti a secco e cave di pietra, oggi palestre di arrampicata e delle tante pietre delle Borgate Achit e Chiampano. Appena sotto la parete di arrampicata di roccia Castlas, ci hanno accolti il signor Rossetto e sua figlia nel loro oliveto che ci han fatto assaggiare tre varietà diverse di olio, due di provenienza dell’oliveta e uno degli alberi secolari dell’orrido di Foresto.

TRA LIBRI E GASTRONOMIA

Silvana Tosatto, scrittrice, che ha esposto alcune sue poesie nell’oliveta, ci ha reso omaggio del suo ultimo libro “Pensieri stropicciati. Parole e riflessioni poeticamente disordinate e disordinatamente poetiche”. Abbiamo condiviso il pranzo alla Locanda del Priore di Vaie: una locanda sociale, gestita dalla cooperativa AMICO, che ci ha accolti e coccolati con i piatti dello chef e la gentilezza del personale di sala. Ma il giro è stato soprattutto teatro di piccole storie: il piccolo Marco ha avuto la possibilità di passeggiare nella borgata dei bisnonni; Denis ha individuato la possibilità di realizzare un sogno di dove impiantare olivi, vicino a casa; Chiara ha trovato molto faticoso il percorso, ma ha esultato quando è riuscita ad arrivare alla fine; Daniele felice di poter aiutare il signor Rossetto nella prossima raccolta delle olive, sua grande passione;

LA SCUOLA PER VIA

Infine abbiamo conosciuto Ennio, proprietario del “Risto Pub” situato all’ingresso dell’orrido di Foresto a cui abbiamo chiesto la possibilità di accompagnarci in un giro per un prossimo itinerario. Il merito di tutto ciò va a Paola Cappellazzo di “Scuola per Via” che con maestria ha saputo accompagnarci in questo cammino, conducendo tutti alla meta e a Samantha Lombardo, storica d’arte del FAI, che con la sua brillante descrizione e il suo genuino entusiasmo ha saputo trasportarci in angoli di storia locale dei quali i più non erano a conoscenza.

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