TAV Torino-Lione: l’Unione Montana Valle Susa chiede un incontro con Mauceri

COMUNICATO STAMPA – Ā«Il Commissario prenda atto della realtĆ : non si anticipa di dodici anni un’opera che la Francia stessa colloca al 2045, e non si progettano compensazioni per un cantiere privo di necessitĆ  dimostrata e di localizzazione condivisa. Quelle risorse servono, subito, al trasporto pubblico che i cittadini e le cittadine usano ogni giornoĀ», ha dichiarato il Presidente dell’Unione Montana Valle Susa, Pacifico Banchieri.Ā L’Unione Montana Valle Susa, con i Comuni diĀ Avigliana,Ā CaseletteĀ eĀ Sant’Ambrogio di TorinoĀ (direttamente interessati dal tracciato della tratta nazionale) chiede aĀ Governo,Ā Regione PiemonteĀ eĀ Rete Ferroviaria ItalianaĀ un riscontro formale e tecnico sulle affermazioni attribuite alĀ Commissario di Governo Calogero Mauceri, diffuse ieri dalla stampa.

TAV Torino-Lione

Alla Conferenza Intergovernativa di giugno, a ChambĆ©ry, la stessa capo delegazione francese Josiane Beaud ha ammesso il ritardo della Francia, fissando al 2045 l’orizzonte di esercizio della propria tratta di accesso e non prima del 2038 l’avvio dei cantieri, mentre Parigi punta al potenziamento delle linee esistenti. Sono date dichiarate dalla Francia stessa, al tavolo ufficiale. A fronte di ciò, appareĀ irrazionaleĀ insistere per anticipare al 2033 la Avigliana-Orbassano: significherebbe destinareĀ oltre 3 miliardi di euroĀ – costo complessivo ammesso dallo stesso Commissario, di cuiĀ oltre 800 milioni giĆ  impegnatiĀ sulla tratta nazionale – a un’opera destinata a restareĀ improduttiva per non meno di 12 anni, in attesa di raccordi francesi che, nella migliore delle ipotesi, arriveranno solo nel 2045.

Peraltro il progetto definitivo depositato a dicembre 2025 dovrĆ  essere riformulato in larga parte, come confermato dalla stessa RFI lo scorso 22 giugno nell’incontro convocato dalla Regione Piemonte, di fronte alle numerose lacune e criticitĆ  tecniche sollevate dal Ministero dell’Ambiente, anche sulla base delle osservazioni dell’Unione Montana Valle Susa, rilanciate dalla Regione. Il progetto non ĆØ approvato dallo Stato: siamo ancora in Valutazione di Impatto Ambientale e, a seguire, in Conferenza dei Servizi.Ā Del tutto fuori contesto, inoltre, i riferimenti a presunte compensazioni sulla tratta nazionale. Per la Avigliana-OrbassanoĀ le compensazioni non sono mai state oggetto di alcuna richiesta formale ai comuni.Ā Le uniche compensazioni in campo, per circa 50 milioni, riguardano i comuni dellaĀ tratta internazionale, e sovrapporle alla nazionale serve solo a creare confusione.

Ribattezzarle ā€œopere di accompagnamentoā€ poi non cambia la logica del procedimento: non essendo ancora verificate nĆ© la necessitĆ  dell’opera (le previsioni di traffico che la giustificherebbero non sono state ancora confermate come da richiesta dei comuni) nĆ© i disagi che produrrebbe, nĆ© ciò che il progetto approverĆ , ventilarle per un’opera utile ĆØ, prima ancora che paradossale, un errore di metodo. La vera infrastruttura strategica ĆØ il trasporto pubblico locale, per la mobilitĆ  quotidiana delle cittadine e dei cittadini. Torino e il Piemonte scontano una cronica carenza di risorse, per decenni stornate a favore del megaprogetto Torino-Lione, tuttora incompiuto e di dubbia realizzabilitĆ : ĆØ inaccettabile tenere congelati oltre 800 milioni sulla tratta nazionale mentre i cantieri della mobilitĆ  reale restano fermi. A questo proposito proprio il Commissario dal 2021 ha la supervisione degli interventi di ammodernamento dell’attuale linea esistente tra Bussoleno e Avigliana giĆ  finanziati. Nessuno dei 7 interventiĀ Ā previsti ĆØĀ Ā stato ancora realizzato. Un grave ritardo su opere di fondamentale importanza per l’asse ferroviario Torino Lione (quello giĆ  esistente).Ā Anche per questo l’Unione Montana Valle Susa, con i Comuni diĀ Avigliana,Ā CaseletteĀ eĀ Sant’Ambrogio di Torino, ribadisce la richiesta diĀ ritiro del progetto Avigliana-OrbassanoĀ e chiede che quelle risorse siano destinate alloĀ sviluppo della Metropolitana di Torino: sbloccare i cantieri fermi, acquistare i treni mancanti e completare la seconda linea.

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