PIEMONTE –Ā Il settore montano italiano ĆØ in stato di allerta a causa dell’ipotesi di una drastica riduzione del Fondo nazionale per la montagna (Fosmit). Secondo le ultime indiscrezioni, la quota destinata al riparto regionale per il 2025 rischierebbe di scivolare da 95 a soli 70 milioni di euro. Uncem ha espresso profonda preoccupazione, auspicando che si tratti di un semplice errore materiale nelle cifre circolate. Tale contrazione rappresenterebbe un colpo durissimo per gli enti locali, considerando che lo stanziamento complessivo appariva giĆ dimezzato rispetto all’anno precedente. Su un totale di 200 milioni, la decisione di riservarne 105 a iniziative ministeriali centralizzate lascerebbe briciole ai territori, compromettendo la gestione diretta delle criticitĆ locali.
Risorse per i territori montani: perchƩ il Fosmit deve tornare a quota 95 milioni
Il mantenimento di un finanziamento adeguato ĆØ essenziale per contrastare lo spopolamento e garantire servizi minimi nelle terre alte. Uncem ribadisce l’urgenza di riportare la cifra a 95 milioni per assicurare la continuitĆ degli interventi strutturali nelle aree interne. Un taglio di 25 milioni di euro non ĆØ una semplice variazione di bilancio, ma un segnale di disinvestimento che le comunitĆ montane non possono permettersi. Ć fondamentale che il Governo chiarisca la natura di questa “svista” e confermi l’impegno verso i Comuni montani, evitando che la gestione della montagna diventi un esercizio burocratico privo di risorse concrete per lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio.

































