SUSA – Susa: la celebrazione del 4 Novembre nel segno della pace.
A SUSA LA CELEBRAZIONE DEL 4 NOVEMBRE NEL SEGNO DELLA PACE
E’ stata una bella e luminosa mattinata autunnale per Susa che domenica 6 novembre ha celebrato il ā4 Novembreā, Festa dellāUnitĆ dāItalia, Giornata dedicata alle Forze Armate, ai Decorati, agli Invalidi, ai Combattenti e ai Reduci. Lāappuntamento ĆØ stato con la Santa Messa in Cattedrale, poi il consueto corteo da piazza San Giusto attraverso il centro storico da via Martiri della LibertĆ , via Palazzo di CittĆ . Sulle note della Fanfara ANA Valsusa al monumento dei Caduti in piazza della Repubblica, lāomaggio floreale. In seguito gli alunni dellā Istituto Comprensivo Susa 5ĀŖ classe Scuola Primaria di Corso Couvert hanno letto alcuni brani e recitato poesie a tema.
Infine lāallocuzione del Sindaco Pier Giuseppe Genovese. Presenti le AutoritĆ civili, militari e le rappresentanze Combattentistiche, dāArma e del Volontariato. Nel pomeriggio ĆØ stato aperto al pubblico il Sacrario dei Caduti in via Madonna delle Grazie, a cura dellāA.N.M.I. sezione di Susa.
IL TESTO DEL DISCORSO PRONUNCIATO DAL SINDACO GENOVESE
Ha ricordato il primo cittadino di Susa. “Rivolgo un cordiale saluto alle AutoritĆ Militari e Civili, alle Associazioni dāArma e dei Combattenti e Reduci, ai rappresentanti delle Forze dellāOrdine in servizio e in congedo, alla Fanfara degli Alpini, ai Vigili del Fuoco, alle Associazioni di Protezione Civile, agli studenti, ai loro insegnanti e a tutti i Cittadini intervenuti allāodierna Commemorazione del 4 novembre. Oggi ci troviamo per onorare e festeggiare insieme alcune delle più importanti ricorrenze che hanno reso possibile il nostro attuale sistema di pace, di democrazia e di libertĆ . Il 4 novembre 1918 entrò in vigore lāarmistizio di Villa Giusti che sancƬ la fine della prima grande guerra mondiale con la vittoria dellāItalia e dei Paesi alleati, sullāesercito austro-ungarico. Fu la prima guerra che coinvolse popoli e nazioni di tutta Europa e del mondo: al termine del disastroso conflitto ci furono oltre 17 milioni di vittime tra militari e civili, di questi oltre un milione furono italiani, caduti in battaglia o deceduti per le conseguenze dei combattimenti. Fu un tributo altissimo al quale si aggiunse la sofferenza incalcolabile degli orfani, dei genitori, di intere famiglie”.
A SUSA IL RICORDO DEL SACRIFICIO DI UNA GENERAZIONE
“Dobbiamo ricordare che lāUnitĆ Nazionale che oggi commemoriamo ĆØ stata raggiunta con il sacrificio di una intera generazione dei suoi giovani, molti dei quali non tornarono a casa dopo la guerra. I testimoni diretti di quei tragici avvenimenti oggi non sono più tra noi, pertanto, a noi spetta il dovere di ricordarli e onorarne la memoria. Sotto il tricolore uomini provenienti da tutte le regioni dāItalia combatterono con grandi sofferenze costruendo giorno dopo giorno il senso di appartenenza allāItalia iniziato nel periodo risorgimentale. Quel senso di unitĆ e condivisione di valori che oggi deve trovare sempre più nellāEuropa il luogo fisico, economico e sociale nel quale costruire alleanze istituzionali e prospettive di futuro. Oggi rendiamo onore alle nostre Forze Armate, che continuano a garantire a tutti noi la sicurezza, la libertĆ e la democrazia attraverso la loro professionalitĆ e senso del dovere. Dopo anni di pace oggi un nuovo tremendo conflitto ha luogo a poca distanza dai nostri confini, rievocando il carico di lutti e sofferenze che credevamo appartenessero al passato e che inevitabilmente vede coinvolta anche la popolazione civile”.
LA COSTITUZIONE
“Lāarticolo 11 della Costituzione Italiana recita che ‘LāItalia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertĆ degli altri popoli e come strumento di risoluzione delle controversie internazionali‘. Devono per questo essere messe in campo tutte le azioni utili a riaprire relazioni e negoziati tra la Federazione Russa e lāUcraina finalizzate a interrompere un conflitto iniziato con lāaggressione di uno stato libero e indipendente. In questo 4 Novembre assume pertanto un profondo significato ringraziare le nostre Forze Armate impegnate quotidianamente per assicurare pace e sicurezza non solo sul territorio italiano e dei suoi confini ma anche nelle tante missioni internazionali nelle quali i nostri militari sono apprezzati per la loro professionalitĆ e umanitĆ . UmanitĆ che mettono in campo anche a supporto delle popolazioni colpite dalle calamitĆ naturali e dalle emergenze sociali e sanitarie”.
LA CITTĆ DI SUSA
“La nostra CittĆ ha inoltre un profondo legame con le Forze Armate che in questa occasione ĆØ importante ricordare: la Caserma Henry e la Caserma Cascino hanno visto per molti decenni passare migliaia di giovani da tutte le regioni di Italia, costruendo legami, amicizie e valori ancora oggi presenti. Molti militari effettivi assegnati in servizio presso le caserme segusine hanno scelto di rimanere a Susa con la propria famiglia. La CittĆ di Susa ospita le sedi di tutte le Associazioni dāArma presenti nella Valle: centinaia di militari in congedo qui si ritrovano per offrire un aiuto concreto alla ComunitĆ , ispirati dai valori propri di ogni corpo dāappartenenza. A loro va il nostro grande ringraziamento per lo straordinario e generoso intervento di protezione civile durante le calamitĆ naturali e nellāemergenza sanitaria che tuttora li vede impegnati a supporto della popolazione e degli operatori sanitari”.
IL GRAZIE ALLE FORZE DELL’ORDINE
A conclusione del 4 Novembre il sindaco di Susa ha detto. “Un ringraziamento anche a coloro che con dedizione assicurano in modo regolare lāapertura al pubblico di luoghi segusini di interesse storico e culturale La nostra CittĆ ĆØ inoltre sede dei Comandi di Compagnia dellāArma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Stradale che garantiscono la sicurezza, lāordine pubblico, la legalitĆ e il rispetto delle regole della civile convivenza dei cittadini per lāintero territorio della Valle di Susa. Ai militari e agenti in servizio e in congedo va il nostro più sentito ringraziamento per il servizio costantemente rivolto alla collettivitĆ . Rivolgo un pensiero particolare ai ragazzi presenti e alle loro insegnanti affinchĆ© lo studio della storia e dei tragici avvenimenti bellici faccia maturare la consapevolezza che la pace e la libertĆ , conquistate con il sacrificio di tanti giovani come loro, non sono per sempre ma vanno protetti attraverso la ferma condanna di ogni forma di violenza e la ricerca quotidiana del confronto democratico per risolvere i conflitti. A tutti noi e a voi ragazzi il compito di aver cura gli uni degli altri e di agire sempre per il bene comune“.
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