Susa al centro dell’inclusione sociale con il modello IESA

SUSA – Il Castello di Susa – Museo Civico ha ospitato con grande successo il convegno “Diventa il cambiamento – L’accoglienza familiare come metodo di cura”. L’evento, promosso dal servizio IESA dell’ASL TO3 (Centro Esperto Regione Piemonte) e dalla Città di Susa, ha acceso i riflettori sulla salute mentale e sui percorsi di inclusione per chi vive un disagio psichico. L’iniziativa ha celebrato il valore dell’Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti (IESA), un approccio che trasforma la solidarietà in una terapia basata sulle relazioni umane, stimolando il benessere e l’autonomia dei soggetti fragili all’interno del tessuto comunitario.

Da Geel a Susa: la tradizione internazionale della cura

Un momento chiave della giornata è stato il collegamento con la città belga di Geel. Il direttore del locale servizio IESA ha condiviso l’esperienza di una comunità che da secoli rappresenta il punto di riferimento mondiale per questo modello. Il Sindaco Piero Genovese ha espresso profondo orgoglio, sottolineando come la salute mentale sia una sfida collettiva che richiede reti di sostegno concrete. A rafforzare il messaggio è stata l’inaugurazione della mostra fotografica “Geel, la città dello IESA”, che documenta visivamente questa straordinaria sinergia tra cura sanitaria e accoglienza domestica.

Una rete comunitaria tra scienza, territorio e spiritualità

L’evento si è concluso nella Cattedrale di Susa con una messa in onore di Santa Dymphna, patrona delle persone con disturbi mentali. Il momento ha unito idealmente l’impegno di famiglie, volontari e istituzioni, come il Co.Al.Sa. (Consorzio Alessandrino per la Salute), che supporta la diffusione di buone pratiche di welfare sul territorio. L’Amministrazione comunale ha ringraziato l’AslTo3, il Conisa Valle di Susa – Valsangone e tutti i partner per aver saputo coniugare l’approfondimento scientifico con una profonda sensibilità umana, essenziale per il benessere collettivo.

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