ROMA – Superbonus e bonus edilizi: stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura nel nuovo decreto.
STOP ALLE CESSIONE DEL CREDITO E ALLO SCONTO IN FATTURA
Ieri, 16 febbraio, ĆØ stato approvato dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge numero 11/2023. In particolare lāarticolo 2 del testo stabilisce il blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura per gli interventi relativi al superbonus e ai diversi bonus edilizi a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, oggi, 17 febbraio. Possono continuare le cessioni di lavori con CILA giĆ presentata. Tra le misure previste, che sono in vigore da oggi 17 febbraio, anche il blocco allāacquisto dei crediti dāimposta da parte delle Regioni.
IL DECRETO: CESSIONE DI CREDITI DāIMPOSTA RELATIVI A INCENTIVI FISCALI
Misure urgenti in materia di cessione di crediti dāimposta relativi agli incentivi fiscali (decreto-legge). Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dellāeconomia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di cessione di crediti dāimposta relativi agli incentivi fiscali. Il testo interviene, in particolare, per modificare la disciplina riguardante la cessione dei crediti dāimposta relativi a spese per gli interventi in materia di recupero patrimonio edilizio, efficienza energetica e āsuperbonus 110%ā, misure antisismiche, facciate, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica e barriere architettoniche. Lāoggetto dellāintervento non ĆØ il bonus, bensƬ la cessione del relativo credito, che ha potenzialitĆ negative sullāincremento del debito pubblico.
Dallāentrata in vigore del decreto, con lāeccezione di specifiche deroghe per le operazioni giĆ in corso, non sarĆ più possibile per i soggetti che effettuano tali spese optare per il cosiddetto āsconto in fatturaā nĆ© per la cessione del credito dāimposta. Inoltre, non sarĆ più consentita la prima cessione dei crediti dāimposta relativi a specifiche categorie di spese; resta invece inalterata la possibilitĆ della detrazione degli importi corrispondenti. Si abrogano le norme che prevedevano la possibilitĆ di cedere i crediti relativi a:
- spese per interventi di riqualificazione energetica e di interventi di ristrutturazione importante di primo livello (prestazione energetica) per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro;
- spese per interventi di riduzione del rischio sismico realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali o realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano alla successiva alienazione dellāimmobile.
Si introduce anche il divieto, per le pubbliche amministrazioni, di essere cessionarie di crediti dāimposta relativi agli incentivi fiscali maturati con tali tipologie di intervento.
Infine, il testo chiarisce il regime della responsabilitĆ solidale nei casi di accertata mancata sussistenza dei requisiti che danno diritto ai benefici fiscali. Con le nuove norme, ferme restando le ipotesi di dolo, si esclude il concorso nella violazione, e quindi la responsabilitĆ in solido, per il fornitore che ha applicato lo sconto e per i cessionari che hanno acquisito il credito e che siano in possesso della documentazione utile dimostrare lāeffettivitĆ delle opere realizzate. Lāesclusione opera anche per i soggetti, diversi dai consumatori o utenti, che acquistano i crediti di imposta da una banca, o da altra societĆ appartenente al gruppo bancario di quella banca, con la quale abbiano stipulato un contratto di conto corrente, facendosi rilasciare unāattestazione di possesso, da parte della banca o della diversa societĆ del gruppo cedente, di tutta la documentazione. Resta, peraltro, fermo che il solo mancato possesso della documentazione non costituisce causa di responsabilitĆ solidale per dolo o colpa grave del cessionario, il quale può fornire con ogni mezzo prova della propria diligenza o non gravitĆ della negligenza.
Il Consiglio ha concordato che le associazioni di rappresentanza delle categorie maggiormente interessate dalle disposizioni del decreto-legge saranno sentite dal Governo il prossimo 20 febbraio.
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