Successo alla Venice Film Week per il film “Alien Food”, girato in Valsusa

VENEZIA Alien Food“, dell’attore e regista torineseĀ Giorgio Cugno, dopo l’anteprima mondiale a Rotterdam, ha ricevuto il premio come Miglior Lungometraggio della Venice Film Week 2025, sezione autonoma e parallela alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Ecco le motivazioni della giuria: ā€œA masterful portrait of a man in profound turmoil, rendered with striking emotional depth. The film excels in its raw yet sensitive performance direction, while the cinematography frames alienation and fragility in images of haunting beauty.ā€ Realizzato interamente in Piemonte tra Fossano, Savigliano, Torino, Avigliana, Bussoleno, Caselette, Mattie e SusaĀ con il sostegno diĀ Film Commission Torino Piemonte,Ā Media – Creative Europe,Ā Torino Film Lab,Ā Fondazione CRF, ā€œAlien Foodā€ ha visto coinvolti nelle ripreseĀ attrici ed attori e professionisti residenti sul territorioĀ ad esclusione del sound designer Peter Albrechtsen. Con il sound design di ā€œAlien Foodā€, grazie alla supervisione diĀ Peter Albrechtsen, si ĆØ definita inoltre l’importante collaborazione conĀ Isophonic Studio, giovane realtĆ  italiana con sede a Torino alla quale si aggiungono le musiche originali realizzate dall’ autore piemontese,Ā Smokefade.

Successo alla Venice Film Week per il film “Alien Food”, girato in Valsusa

Concepito da Giorgio CugnoĀ nel 2007 in seguito a un laboratorio di scrittura collettiva tenuto in una comunitĆ  psichiatrica di Fossano, il progetto si ĆØ avvalso via via di consulenze e supporti di istituzioni comeĀ Cai,Ā Fondazione Crf,Ā MufantĀ eĀ Cisu, e strutture sanitarie comeĀ Di.A.PsiĀ eĀ Servizio Iesa Asl To 3. Durante la sua fase di sviluppo, ĆØ stato selezionato dalĀ Torino Film Lab – FeatureLab sectionĀ (post-production award),Ā MMP – IFFMHĀ (Mannheim- Heildelberg International Film Festival),Ā Apulia Film Forum,Ā Venice Production BridgeĀ eĀ Torino Film Lab Coming Soon section. ā€œAlien foodā€, che con ampie sequenze in soggettiva riprende con delicatezza, e ā€œdall’internoā€, lo sguardo di chi soffre di disturbi mentali, ĆØ la storia di Alberto, quarantenne affetto da un disturbo bipolare che attraverso le vite degli altri esplorate sui vecchi hard disk del laboratorio in cui lavora, cerca una propria dimensione. Il difficile equilibrio esistenziale arriverĆ , con fatica, nella sua nuova famiglia di affidatari, in particolare grazie all’amicizia con Vicky, una ragazzina di 12 anni ancora alla ricerca di sĆ© e delle sue aspirazioni ma con una solida certezza: gli Ufo esistono e un giorno atterreranno sul MusinĆØ.

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