SUSA – Come il Tour de France e il Giro d’Italia, anche la Vuelta a España nasce dall’intuizione di un giornale, il quotidiano Informaciones, che nel 1935 organizza la prima edizione per incrementare le vendite. Creata da Juan Pujol, la corsa iberica, che si ispira a L’Auto e La Gazzetta dello Sport, vive un inizio intermittente: fino al 1955 si disputa solo 9 volte e vede il dominio di ciclisti belgi e spagnoli, come il due volte vincitore Gustaaf Deloor. È solo dal 1955 che la Vuelta assume una cadenza annuale, mentre l’albo d’oro inizia a popolarsi dei nomi dei grandi campioni del ciclismo internazionale negli anni ’60. Il colore rosso contraddistingue il leader della classifica generale.

La Vuelta in Valsusa
Inizialmente disputata in primavera, la Vuelta a España ha saputo reinventarsi per ritagliarsi il proprio spazio nel panorama ciclistico mondiale. Nel 1995, con una mossa strategica, la corsa viene spostata a fine stagione, tra agosto e settembre. Questa decisione cruciale ha avuto un duplice obiettivo: evitare la concorrenza diretta con il Giro d’Italia e offrire agli atleti l’opportunità di prepararsi al meglio per i Campionati del Mondo su strada. Questo spostamento ha elevato il prestigio della Vuelta, trasformandola in un evento imperdibile e l’ultima grande corsa a tappe della stagione.



































