MONCENISIO (FRANCIA) – Il Colle del Moncenisio, con la sua storia millenaria e la sua posizione strategica, è stato testimone di passaggi storici fondamentali. Tuttavia, fu l’ambizione di Napoleone Bonaparte a trasformare radicalmente il paesaggio e la viabilità di questa area. Tra il 1803 e il 1810, sotto la direzione degli ingegneri Derrien e Ducasse, l’imperatore francese ordinò la costruzione di una grande strada carrozzabile che collegasse Susa in Italia a Saint Jean de Maurienne in Francia. Quest’opera monumentale, ancora oggi percorribile, non era solo un’impresa ingegneristica, ma un’infrastruttura vitale per la rapida movimentazione di truppe e merci, come dimostrato durante le Guerre d’Indipendenza del 1859. Oltre alla strada, Napoleone finanziò la ricostruzione del celebre Ospizio del Moncenisio, un rifugio essenziale per i viandanti, sebbene oggi sia sommerso dalle acque del lago artificiale. La strada napoleonica non servì solo per le questioni militari; fu anche il tragico percorso del prigioniero Papa Pio VII nel maggio del 1812, un viaggio che lo provò a tal punto da fargli ricevere l’estrema unzione. Fortunatamente, il pontefice sopravvisse e poté tornare a Roma dopo la caduta di Napoleone.
La strada napoleonica non servì solo per le questioni militari
La strada napoleonica del Moncenisio, pur mantenendo la sua importanza, ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Il tratto che da Susa porta al Colle, ad esempio, è stato ampliato per adattarsi alla Ferrovia Fell, un’ardita soluzione ingegneristica del XIX secolo. Successivamente, la costruzione del grande sbarramento artificiale ha comportato lo spostamento di una parte del tracciato finale. Oggi, questa via storica costituisce il tratto finale della Strada statale 25 del Moncenisio e, una volta superato il valico, prende il nome di D 1006. Percorrerla significa immergersi in un paesaggio mozzafiato, ma anche ripercorrere le orme di un’epoca che ha segnato profondamente la storia d’Europa, un’epoca in cui l’ingegno umano, spesso per volere di un solo uomo, riusciva a piegare la natura alle proprie necessità, creando legami che resistono ancora oggi.
































